Alison Anselot e il Pantone Food

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Il connubio cibo-fotografia è ormai entrato prepotentemente nelle nostre vite, anche grazie allo sviluppo esponenziale che le app per smartphone e tablet stanno avendo in questo momento storico, così devoto al digitale e alla condivisione a tutti costi.

Quello che si è inventata Alison Anselot, fotografa e art director belga, è un progetto che gioca con l’estetica del cibo e del colore, per soddisfare una fame che è, soprattutto, una fame della vista. Pantone Food è la sintesi perfetta di questo concetto e le sue fotografie sono meravigliose.

Photo Credits: www.alisonanselot.com

 

Magia canaglia: 4 libri per Halloween

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Con American Horror Story: Coven la magia è tornata molto di moda e, siccome noi siamo delle galline modaiole incapaci di avere un pensiero autonomo, abbiamo deciso di proporre quattro titoli che si adattano molto bene alla tendenza del momento.

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Una storia nerissima in cui la protagonista, una DJ ex tossica, diventa la vittima di una vendetta che ha origine durante la caccia alle streghe di Salem. In alcuni passaggi la storia è davvero inquietante e Rob Zombie è molto bravo quando si tratta di abbondare con i dettagli gore. Le streghe di Salem è un romanzo visionario in cui non c’è spazio per la redenzione, come dimostra un sorprendente finale poco conciliante.

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Nel bosco di Aus è un caso di grave ingiustizia: è un capolavoro ma, con temi metafisici e una protagonista femminile reale e contraddittoria, ovviamente viene schifato da quelli che se ne intendono — e che vogliono solo storie di disagio urbano o quarantenni in crisi d’identità. In realtà in questo romanzo c’è molta verità sullo stato delle cose in Italia, soprattutto per quanto riguarda un certa mentalità. La protagonista è una donna che, per delle stupide ambizioni, si lascia affascinare da una signora considerata molto potente nella cittadina in cui vive; mentre il legame tra le due si fa più forte, il mondo intorno alla protagonista comincia a farsi confuso e, un po’ alla volta, viene inghiottita in una spirale che rischia di farle perdere la famiglia e la sua stessa vita. Lo stile è guizzante e originale, lontanissimo dallo stile scolastico con cui di norma sono scritti i romanzi di genere. Purtroppo l’autrice, Chiara Palazzolo, è venuta a mancare, ed è un vero peccato aver perso una voce così fuori dal coro.

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Un romanzo che si muove come un caleidoscopio stregato, Magia Nera ha indubbiamente un’anima gotica ma può anche essere definito come un romanzo storico e, allo stesso tempo, un romance omoerotico. La storia di Dirk e Thierry, i due stregoni protagonisti della bromance, ci riporta in un’Europa medievale cupissima, e ci parla di potere, di attrazione verso il male e di passione.

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E se un giorno qualcuno pasticciasse con la stregoneria causando l’apocalisse? La risposta è affidata all’originale punto di vista di un vecchio montanaro americano. Nella solitudine della sua casa nei boschi, l’anziano vede il mondo a poco a poco affogare nelle acque di un’ininterrotta pioggia torrenziale. L’alluvione non porta con sé solo distruzione: dal sottosuolo infatti emergono creature mostruose, vermi enormi in grado di inghiottire una stanza intera. Moriremo tutti!

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Novità in libreria: i più ghiotti della settimana

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Settimana non proprio esaltante per le uscite in libreria, ma vediamo comunque quali sono i tre titoli che hanno catturato la nostra attenzione.

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Con l’aria che tira, le edizioni e/o hanno pensato molto bene di riproporre Bella di giorno, romanzo uscito nel 1929 e da cui, sì, è stato tratto il mitologico film di Buñuel. La storia è famosa: una signora dell’alta borghesia si prostituisce tutti i giorni dalle 14 alle 17. Lontano dai temi che troviamo nei romanzi erotici attuali, può comunque essere piacevole leggere un romanzo la cui protagonista ha il volto di Catherine Deneuve — quella del film, non la Iva Zanicchi attuale.

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Esce per la collana Libellule di Mondadori Tutti primi sul traguardo del mio cuore, l’ultimo di Fabio Genovesi, autore, oltre che di romanzi apprezzati come Esche vive, anche di un blog in cui parla con grande sapidità di filmacci horror: per questo, ma anche perché è un bell’uomo, lo amiamo. Tutti primi sul traguardo etc. parla di uno scrittore che realizza il suo sogno, cioè seguire il Giro d’Italia; il racconto del Giro diventa però un racconto dell’Italia, dei suoi paesaggi e delle sue storie. Ci vuole coraggio per parlare dell’Italia, oggi.

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L’ultimo titolo è pubblicato anch’esso per la collana Libellule di Mondadori — settimana particolarmente feconda per le Libellule di Mondadori, you go Libellule! — ed è Cani & cani dell’immenso Folco Quilici. Adesso, a dirla tutta, qui in redazione eravamo convinti che il caro Folco fosse passato a miglior vita, ma in realtà è non solo vivo ma pure molto attivo. Non ce ne volere Folco. Comunque, dopo molti titoli sulle sue avventure per mare, adesso il signor Quilici ci delizia con dei racconti sui suoi cani, compagni di tante sue scorribande, insieme a Pioppo e Lenticchia, i suoi due bassotti — esattamente come facciamo noi di Refusi, che scriviamo in compagnia dei bassotti Weimar  e Romeo.

The Original Apple Pie

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Suonerà strano, vista la mia passione per la cucina, ma non ho mai voluto/avuto l’occasione di fare una torta di mele. Che, se si pensa, è uno di quegli steps obbligatori e necessari per chi si avvicina a piccoli passi al mondo dei dolci.

E invece no, io no. E allora, complici l’autunno e i primi freddi, ho deciso di cimentarmi in questa impresa ma, da vera gallina quale sono, non sono partita da una ricetta semplice ma ho scelto di fare l’apple pie per eccellenza, quella americana. Armata di ricetta, presa sempre da American Bakery di Laurel Evans, libro che ormai è diventato la mia bibbia culinaria, ho preso coraggio e ho cucinato una torta di mele.

A tutti gli interessati in ascolto, sconsiglio di fare questa torta se avete giusto due orette libere tra la lezione di zumba e l’aperitivo pre dinner, vi prenderà  quasi tutta la giornata, ma la soddisfazione che proverete al primo assaggio ricompenserà tutte le vostre fatiche.

Per organizzare il lavoro al meglio dovrete essere precisi e metodici così, ogni volta che la pasta dovrà riposare in frigorifero, portatevi avanti con la preparazione del ripieno.

PER LA CROSTA

320g di farina 00

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di zucchero

220g di burro freddo a pezzetti

1 cucchiaio di aceto di mele

1. Per evitare che la pasta diventi dura, mettete la farina in frigorifero per almeno 30 minuti e i pezzetti di burro in freezer per 10 minuti.

2. Setacciate la farina e aggiungetevi il sale e lo zucchero, unite il burro e impastate velocemente fino ad ottenere un impasto di consistenza granulosa. Unitevi l’aceto e 5 cucchiai di acqua ghiacciata e mescolate in fretta con una forchetta.

3. Impastate ancora su un piano leggermente infarinato e dividete il composto in due parti, avvolgete le due metà in una pellicola e ponete in frigorifero per ameno 1 ora (meglio una notte intera)

4. Stendete una prima metà fino ad ottenere un disco del diametro di 30 cm, trasferitelo in una tortiera di 22 cme mettete in frigorifero per almeno 30 minuti.

5. Farcite la torta, stendete l’altra metà di pasta e appoggiatela sul ripieno. Praticate quattro tagli ad angolo retto sulla superficie e mettete in frigorifero per altri 30 minuti prima di cuocere.

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PER LA FARCIA

6 mele (miste Granny Smith e Fuji), sbucciate, private del torsolo e tagliate in 12 spicchi

100g di zucchero + extra per le finiture

1 cucchiaio di succo di limone

sale

1 cucchiaino di cannella in polvere (la ricetta suggerisce di aggiungere anche 1 cucchiaino di noce moscata e 1 cucchiaino di chiodi di garofano ma io non sono una grande amante delle spezie)

50g di burro

20g di maizena

1 uovo sbattuto con 1 cucchiaino di acqua

1. Mentre la torta sarà in frigorifero per la prima mezz’ora, preparate il ripieno. In una terrina mescolate gli spicchi di mela con lo zucchero, il limone, una presa di sale e le spezie e lasciate riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.

2. Scolate le mele, mettetele da parte e filtrate il succo in un pentolino, uniteci il burro e cuocete a fuoco vivace per 5 minuti per creare uno sciroppo.

3. In un’altra terrina mescolate le mele con la maizena, quindi unite lo sciroppo. Trasferite il composto nella base di pasta e coprite il ripieno con l’altro disco, Trasferite la torta in frigorifero per almeno 30 minuti prima di cuocere.

4. Prima di infornarla, spennellate la superficie con l’uovo e spolverizzate con un cucchiaio di zucchero. Cuocete al livello più basso del forno per 45-55 minuti, coprendo con un foglio di alluminio se dovesse scurirsi troppo dopo 30 minuti.

5. Sfornate e servite tiepida con una pallina di gelato alla crema.

6. Enjoy your apple pie!

Charlie Scarpe di Pelle

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Atmosfere dickensiane: queste due parole hanno fatto suonare il nostro campanello d’allarme delle cose favolose. Effettivamente Charlie Scarpe di Pelle favoloso lo è: le illustrazioni sono di Anna ed Elena Balbusso, due sorelle, illustratrici bravissime che, essendo appunto bravissime, sono più conosciute e apprezzate all’estero che in Italia.

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La storia di Charlie Scarpe di Pelle è ha davvero tutti gli elementi dei romanzi di Dickens: racconta infatti di una famiglia costretta ad abbandonare la campagna per trasferirsi in città, dove c’è più lavoro. La città è Manchester e la vita è tosta: Charlie si fa turni di mille ore in fabbrica. Sua madre ovviamente si ammala. Fino a qui, sostituendo “Manchester” con “Milano” e “fabbrica” con “call center” o “negozio” o “ristorante”, potrebbe essere una storia qualsiasi dei nostri giorni, ma siamo nel XIX secolo e la grande differenza sta nel fatto che i poveri sono davvero poveri e non hanno la mamma e il papà, o chi per loro, che in qualche modo danno una mano. Nel XIX secolo chi si ammala è perduto. Ed è a questo punto che Charlie dimostra la sua generosità.

Meglio del Diario di Violetta, nevvero.