Sam Sparro: Hang on 2 your love

Dopo mesi di sfarfallamenti nei social network è uscito finalmente il video di Sam Sparro per Hang on 2 your love, una di quelle canzoni che dovrebbero essere un singolo ma in realtà non lo sono e che fanno parte di un EP che si chiama Quantum Physical vol. 1 contenente tracce di un mixtape etc. Insomma i soliti casini dell’era digitale. Nelle intenzioni di Sam Sparro Hang on 2 your love è dedicata a tutte le persone che hanno la disgrazia di vivere in paesi cattivissimi come l’Uganda, la Russia o l’Iran — da qui l’immagine un po’ didascalica del burqa insanguinato. In ogni caso la canzone è molto buona e Sam Sparro è sempre bravo — aspettiamo con ansia il giorno in cui si deciderà a togliere quei baffetti.

Jennifer Lopez: Same Girl

A quanto pare Jennifer Lopez se l’è messa via e ha accettato il fatto che una hit come On the floor non è replicabile — ma per noi ci può riprovare all’infinito se il risultato è una gemma come Dance again. Comunque in questa Same girl, buzz single che dovrebbe anticipare il nuovo album, la nostra Jenniferona ha scelto di tornare alle origini, con la sua cazzo di metropolitana, il berretto, i jeans da coattona; insomma, nonostante la credibilità sia pari a zero, è fantastica. In un certo senso, Same Girl è una specie di Feelin’ so good part II.

Questa è Same girl:

Questa era Feelin’ so good:

Sì, è sempre la stessa — certo è facile rimanere sempre uguali quando non si hanno molti argomenti.

Mary Calmes: Ranocchio (parliamo di gay romance)

frog-it-lg La copertina che vedete qui a sinistra appartiene a un libro che ci ha spalancato le porte di un mondo nuovo: il gay romance, detto anche anche romance M/M — cioè male on male. Per uno spiegone approfondito potete leggere questo post molto esaustivo. La parte più interessante della faccenda è che, nonostante il soggetto dei romanzi sia un rapporto tra uomini, tendenzialmente sono le donne a scriverli e leggerli.

Ranocchio di Mary Calmes è abbastanza rappresentativo. Il libro parla del rapporto tra Weber, un cowboy sul viale del tramonto, e Cyrus, un neurochirurgo pieno di soldi. Nonostante si conoscano da anni e siano reciprocamente attratti l’uno dall’altro, Weber si rifiuta di avere un rapporto stabile con Cyrus. La lista delle paturnie è lunga: la distanza, il lavoro, le differenze economiche, la sindrome di abbandono e il complesso di essere, in quanto cowboy, una fantasia sessuale ambulante. Il libro racconta della lotta quotidiana di Cyrus e di tutta la sua famiglia per convincere Weber di smetterla di rovinarsi l’esistenza con tutte queste menate e lasciarsi andare.

Nonostante la sensazione che si giri a vuoto per tutto il racconto, la storia è molto godibile, soprattutto per il taglio femminile con cui sono raccontati gli eventi, l’insistenza sui sentimenti di questi due uomini e sulla componente familistica. E poi è un racconto pieno di sesso, come il romance esige. La cosa più curiosa è che anche il sesso, seppur raccontato in maniera molto vivida, diventa un campo di battaglia su cui discutere di sentimenti, e l’atto di fare sesso bareback diventa l’emblema della resa incondizionata, una prova di amore e fiducia assoluta — una sorta di perdita della verginità declinata in chiave gay. Un’idea abbastanza controversa, no?

“Mi fido di te se tu ti fidi di me.” “Che significa?” “Scopami senza preservativo.” “Cosa?” Era scioccato e, anche se non potevo vederlo, riuscivo comunque a immaginare i suoi occhi spalancati. “Hai sentito bene. Voglio che tu mi venga nel culo, voglio sentirlo dentro, voglio gocciolare di te.

Voglio gocciolare di te. Insomma è molto interessante vedere come questi elementi innovativi si innestano negli schemi tendenzialmente conservatori del romance. Per tutti questi motivi vi consigliamo di visitare il sito italiano della Dreamspinner, casa editrice specializzata in questo genere di libri — ovviamente parliamo di ebook.

R.J. Palacio: Wonder

wonder_copertinaQualche anno fa, mentre andavo a lavoro di corsa, mi è capitato di incrociare lo sguardo di una persona che stava aspettando la metro. Il volto era deforme, con i tratti quasi cancellati e la pelle ispessita dalle cicatrici. Io ero immerso nei miei pensieri e, complici il sonno, la tensione già al massimo dopo venti minuti dal risveglio e una generale stanchezza di vivere, mi sono spaventato con un vero e proprio fremito. Insomma, ho fatto un colpo, e si è visto. Ho provato quindi molta empatia quando ho letto come è venuta l’idea di Wonder all’autrice, R.J. Palacio:

L’idea mi venuta nel 2007 quando ero seduta su una panchina con i miei due figli e ho visto passare una bambina che aveva evidentemente la sindrome di Treacher-Collins, una rara malattia ereditaria che colpisce le fattezza di una persona lasciando inalterato tutto il resto. Ciò che mi ha colpito non è stata la ragazzina ma la mia reazione: sono stata presa dal panico, temevo che mio figlio di tre anni vedendola avrebbe reagito urlando come aveva fatto alla festa di Halloween. Mi sono alzata di scatto come punta da una vespa, ho chiamato l’altro figlio mi sono allontana di corsa. Alle mie spalle ho sentito la madre della ragazzina che con voce molto calma diceva ”Forse è ora di tornare a casa”. Mi sono sentita un verme e non riuscivo a dimenticarmi di quest’esperienza.

È la reazione che ci colpisce: ma come, noi, persone tanto a modo, che ci scomponiamo per un viso? Ma siamo rimbambiti? Perché? Wonder è un romanzo che aiuta parecchio a capire quali sono i meccanismi che si mettono in moto quando abbiamo a che fare con delle persone diverse esteriormente. La forza del libro sta nel fatto che è raccontato in prima persona dal punto di vista di August, il ragazzino con la sindrome di Treacher-Collins, e di tutte le persone che gli sono più vicine: la sorella, il compagno di scuola, la sua migliore amica etc. Wonder è il racconto del primo anno di scuola media di August, un ragazzino con la fissazione per Star Wars che non è mai andato a scuola prima — un po’ per i continui interventi chirurgici, un po’ per lo spirito di protezione dei genitori. Come in ogni romanzo di formazione, August affronta una serie di difficoltà e ingiustizie, soprattutto da parte dei compagni di scuola, crudeli come solo i ragazzini delle medie possono essere; August però ha la fortuna di avere un ottimo carattere e delle persone vicino a lui che lo sostengono.

Wonder è un ottimo libro perché racconta una di quelle realtà che spesso vengono allontanate con qualche parola buona di pietà, ma raramente comprese; in sostanza Wonder è un ottimo titolo per rivitalizzare la stanchissima lista di letture che in genere gli insegnanti infliggono agli studenti. Tra l’altro è uno di quei libri in cui è presente la colonna sonora, di cui fa parte anche Beautiful di Christina Aguilera — come poteva mancare l’inno di tutti i freak del mondo? Riascoltiamola.

Sempre un bel momento.