Trend primavera/estate 2014

statement
Jeremy Scott; Sister by Sibling; Christopher Kane; Moschino

Con la primavera alle porte – speriamo – meglio non farsi cogliere impreparati sui nuovi trend primavera/estate 2014, selezionati per voi dalla redazione refusina.

Shut Up!

Sembra che ormai non sia più di moda dirsi le cose in faccia, meglio delegare alla t-shirt/felpa che indossiamo cosa stiamo pensando. Dritti al punto e senza fronzoli. Perfetto per chi vuole prendersi una pausa dal proprio cervello – ecco perché noi di Refusi lo adoriamo.

Chicken Nuggets

Nonostante il mondo non senta il bisogno di avere l’ennesimo marchio d’abbigliamento tamarro venduto a peso d’oro, Rihanna ha deciso che presto lancerà la sua linea di vestiti. Probabilmente galvanizzata dalla recenti collaborazioni in campo fashion con Emporio Armani Underwear, Armani Jeans e River Island, la cantante ha sentito il bisogno di esprimere se stessa anche in questo senso. A lei si perdona tutto, o quasi.

Restando in tema di collaborazioni, Cara Delevingne e Mulberry hanno rivelato questa settimana il sodalizio professionale che ha dato vita a una capsule collection di borse. La collezione consiste in una borsa tre-in-uno (tutti per uno e uno per tutti e chi più ne ha più ne metta) che può essere portata a mano, a spalla o come zaino, realizzata in diversi materiali, misure e colori e già rinominata la Cara Bag.

Leighton Meester e Adam Brody si sono sposati. Se siete fra coloro che stentano a ricordare chi siano i suddetti o ignorassero totalmente che i due fossero fidanzati, non preoccupatevi, siete in buona compagnia. Fatto sta che, in questi giorni, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile matrimonio tra l’attrice di Gossip Girl e l’attore di The O.C. celebrato in totale segreto e al riparo da occhi indiscreti – mica tanto a sto punto –  confermato però dallo sposo all’inizio della settimana in un video filmato da alcuni paparazzi. Mah!

La settimana della moda milanese è finalmente iniziata mercoledì 19 febbraio e si concluderà il 24 febbraio quando, tutto il carrozzone di fashion bloggers, di modaioli, di non-sono-nessuno-ma-mi-vesto-come-un-nano-da-circo-per-farmi-fotografare si sposterà a Parigi. Buona moda a tutti!

Sul perché i tascabili non tirano

Leggiamo su Affaritaliani che il tascabile non tira. Lo dicono, in un’ interessante intervista, Marco Tarò, direttore generale del gruppo GeMS, e Stefano Res, direttore editoriale della TEA. I paperback non piacciono. Le cause di questa disaffezione, dicono, sono da ricercare nella diffusione degli ebook — vero — e nell’entusiasmo esagerato per le novità, accompagnato dal disinteresse per qualsiasi cosa già vecchia di due anni — vero anche questo. C’è un terzo fattore, però, che nessuno cita mai durante queste lucide analisi.

Il libro è un oggetto che, molto spesso, si regala. Chi mai al mondo regalerebbe qualcosa che trasuda miseria e poracciaggine? Chi mai regalerebbe qualcosa che pare abbia scritto sopra “morto di fame”? Nessuno. Il punto è che un altro grosso problema dei tascabili è che fanno povero. Se non fosse abbastanza chiaro abbiamo anche preparato un cartello:

tascabili

Il problema è che non viene data la giusta importanza alla veste grafica. Un libro deve anche essere carino per essere comprato e regalato. Qualche speranza ce l’aveva data Guanda ma, quando sono arrivati fisicamente in libreria, abbiamo notato che quei tascabili rivoluzionari erano microscopici e scomodissimi. Diamo allora un’occhiata ai paperback inglesi:

E adesso diamo un’occhiata a qualche copertina della TEA:

Direi che il paragone è piuttosto impietoso e, a dire il vero, la copertine della TEA, in genere, sono le migliori nel panorama italiano. Se avessimo dovuto parlare delle copertine dei tascabili Einaudi, con quella filosofia da editore degli anni ’50, l’immaginetta frutto di complicatissime ricerche iconografiche e il bianco acchiappa-polvere, potremmo non finire più questo post. Quindi, cari editori, con tutti i grafici in gamba che ci sono, perché non ne assumete uno e gli fate fare il suo lavoro?

Kelis: Jerk Ribs

Finalmente è comparso il video per Jerk ribs, primo singolo estratto da Food, l’ultimo album di Kelis. Artista dalla carriera travagliata e sorprendente, Kelis ha il grande merito di essere una che passa da un genere a un altro mantenendo sempre la costante di uno stile eccentrico e sofisticato. Adesso ha la fissazione per il cibo — benvenuta nel club — e si è messa  a fare anche la chef.

Il video di Jerk ribs è un dietro-le-quinte di un servizio fotografico in cui Kelis sembra una superdiva d’altri tempi. Il risultato non è proprio esaltante ma rispecchia con fedeltà l’eleganza raffazzonata di Jerk ribs.