È uscita Skandalon, la nuova graphic novel di Julie Maroh

Skandalon_cover-754x1024E chi è Julie Maroh? Julie Maroh è l’autrice di Il blu è un colore caldo, la graphic novel da cui è tratto La vita di Adèle, film stracult — è già passato un anno dalla vittoria di Cannes, tra l’altro.

La sinossi di Skandalon non brilla per originalità: abbiamo una giovane rockstar come protagonista — esistono ancora le rockstar? — che di nome fa Tazane e fa tutto quello che deve fare una rockstar: alcol, droga, immagine da angelo ribelle, gesti plateali etc. Insomma, scandali su scandali. I comportamenti eccessivi di Tazane ovviamente vengono esaltati dai media e mandano in visibilio i fan. Il cliché non finisce qui perché, ovviamente, dietro alla maschera di Tazane c’è ancora Cedric, il giovane sensibilone che aveva velleità artistiche genuine.

Un po’ fiacchetta come storia, eh?

Qui sotto potete sfogliare le prime pagine del libro, da cui salta subito all’occhio che, come in Il blu è un colore caldo, anche in Skandalon c’è un colore dominante, e questa volta è il rosso.

La pubblicazione di Lizzie di Shirley Jackson è l’evento del 2014

Questa settimana Adelphi ha fatto una cosa stupenda, cioè questa:

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La pubblicazione di questo libro è un evento perché:

  1. è culturalmente significativo che un editore italiano si sia preso a cuore la pubblicazione delle opere di Shirley Jackson: Stephen King esiste perché è esistita Shirley Jackson;
  2. il fatto che questo sia già il quarto libro pubblicato lascia credere che Shirley Jackson abbia anche un certo seguito — cioè che Adelphi stia vendendo bene i suoi libri;
  3. Shirley Jackson è una scrittrice favolosa e le sue storie sono sempre inquietanti o terrorizzanti, a volte sono inquietanti e terrorizzanti allo stesso tempo — come nel caso dell’Incubo di Hill House, un romanzo che, se letto di notte, crea seri problemi nel momento in cui bisogna alzarsi per andare in bagno;
  4. Shirley Jackson ha avuto una vita breve ed è morta a quarantotto anni per un collasso cardiaco causato da: sovrappeso, tabagismo e medicine — al di là delle storie favolose che ha scritto, basterebbe questo dettaglio biografico per porla nel nostro pantheon degli scrittori weirdoni.

Queste però sono solo delle premesse. La pubblicazione di questo libro è un evento perché tutto quello che riguarda questo romanzo è favoloso oltre ogni dire.

Lizzie è, in sostanza, il libro che potrebbe aver ispirato Diablo Cody per United states of Tara: parla, infatti, di una donna che scopre, attraverso l’ipnosi, di avere tre personalità. In realtà Lizzie è ispirato a una storia vera — e noi amiamo qualsiasi cosa sia ISPIRATA A UNA STORIA VERA.

La storia vera è quella di Chris Costner Sizemore, una donna alla quale era stato diagnosticato un disturbo dissociativo della personalità. I suoi psichiatri hanno scritto un libro sul suo caso, I tre volti di Eva, dal quale è stato tratto l’omonimo film prodotto dalla 20th Century Fox, un successo al botteghino nel 1957. La signora Costner Sizemore, parecchi anni dopo, ha vinto una causa per riprendersi i diritti sulla storia della sua vita. Nel 1988, infatti, la nostra Chris ha scoperto che quel furbone del suo psichiatra aveva venduto i diritti alla 20th Century Fox e, stanca di essere sfruttata senza guadagnarci un soldo, ha vinto la battaglia legale per annullare il contratto. Tie’.

Oltre ai libri e ai film, la storia di Chris Costner Sizemore è stata anche fonte di ispirazione per Christine, canzone dei Siouxsie and the Banshees:

She tries not to shatter, kaleidoscope style
personality changes behind her red smile
every new problem brings a stranger inside
heplessly forcing one more new disguise

Christine-the strawberry girl
Christine-banana split lady
Christine-the strawberry girl
Christine-banana split lady

Per tornare alla nostra Shirley Jackson, anche la sua versione romanzata della storia della banana split lady è diventata un film. Prodotto dalla Metro Goldwyn Mayer, il film è uscito nello stesso anno in cui è stato distribuito I tre volti di Eva, senza però ottenere lo stesso successo. Questo è il trailer:

In Italia, il film è stato distribuito come La donna delle tenebre — titolo insulso.

Insomma, la banana split lady, le battaglie al botteghino, Shirley Jackson, le aule di tribunale, Eleanor Parker: tutta questa faccenda è ultra-camp e Lizzie è, senza indugi, il romanzo da leggere del momento.

L’arte di vivere in difesa di Chad Harbach

chad-harbach-larte-di-vivere-in-difesa-L-EWZhurUna storia ambientata nel mondo del baseball? No, non si può reggere. Però, però. Vi ricordate Ragazze vincenti, quel film che abbiamo visto tutti perché nel cast c’è Madonna? Alla fine è una bella storia, nonostante il baseball. Ecco, L’arte di vivere in difesa, romanzo su un talento del baseball, è una storia ancora più bella — ma non c’è Madonna.

Il protagonista, Henry Skrimshander, è il classico ragazzo che verrebbe definito, secondo gli standard classici, uno sfigato. Senza grandi qualità, Henry ha però un gigantesco talento nel fare qualcosa di fondamentale in questo benedetto giuoco del baseball. Grazie a questo talento, può abbandonare il micromondo contadino in cui è cresciuto per approdare al Westish, vivace college sul lago Michigan. A fargli da mentore, Mike Schwartz, un ragazzone con una gloriosa carriera sportiva ma dal futuro incerto. La parte interessante arriva, però, quando Henry conosce il suo compagno di stanza, Owen, anche lui giocatore di baseball e gay schietto e orgoglioso. Con la sua bellezza esotica e i modi sfrontati, Owen fa crollare tutte le certezze di Guert Affenlight, rettore dell’università ed etero convinto di mezz’età. Contro ogni pronostico, tra Owen e Guert nasce un bel rapporto daddy guastato dal fatto che il rettore non vuole dichiararsi per tutte le rogne che il gesto comporterebbe. Tra l’altro il rettore Affenlight ha un’altra grana tra le mani, cioè la figlia Pella, piombata a Westish dopo un matrimonio finito male e in preda a una specie di crisi esistenziale.

In realtà tutti i personaggi di questo romanzo corale affrontano una crisi da cui devono, in qualche modo, coveruscire. L’arte di vivere in difesa affronta un tema che spesso — forse troppo — viene trattato nei romanzi americani: il terrore del fallimento, dell’ascesa interrotta, dei talenti sprecati, delle scelte sbagliate. La paura di non avere successo, o di non volerlo neanche, si presenta sotto varie forme: Henry diventa brocco, Schwartz si deprime, Pella si diverta a fare la sguattera etc. Sarà il solito evento drammatico a tirare le fila del racconto e dare una svolta alle vite dei protagonisti. L’arte di vivere in difesa, a fronte di ottimi personaggi e uno stile puntuale ed equilibrato, ha infatti un solo difetto: è un po’ troppo leccato, preciso, a volte al limite del  prevedibile. Non che sia un grande difetto, perché alla fine del giro i meccanismi scattano tutti al momento giusto e l’interesse nei confronti di questi personaggi e delle loro sfighe non viene mai meno. E il baseball non è poi così invadente. La cosa più riuscita dell’Arte di vivere in difesa è la furbizia con cui si rivolge ai lettori di ogni fascia d’età nonostante sia un romanzo di formazione; crescere e maturare, a dispetto di quello che si vuol far credere, forse non è solo una faccenda che si esaurisce nel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta — come accade a Henry — ma continua, sempre, anche nelle altri fasi della vita, anche a sessant’anni. Che fatica, eh?

La regina delle nevi di Michael Cunningham uscirà a giugno

snowqueenPensavamo di dover aspettare le calende greche per vedere l’edizione italiana di The snow queen. Invece no. Bompiani pubblicherà La regina delle nevi il mese prossimo, se Dio vuole.

Ambientato nella New York del 2004, La regina delle nevi ha come protagonisti due fratelli. Tyler Meeks, il maggiore, è un musicista di 43 anni, fidanzato con Beth, malata di cancro al fegato. Il minore, Barrett, dopo una gloriosa carriera accademica, fa il commesso nel negozio di Liz, amica di Beth. Una sera, Barrett vede nel cielo sopra Central Park un bagliore azzurrino e ha un’esperienza mistica. Nonostante abbia abbandonato la religione cattolica da anni e non sia per niente un tipo spirituale, Barrett vuole capire il significato di quella luce.

Cosa sembra che ci sia di buono e protocunninghamiano?

  • due fratelli protagonisti;
  • nucleo familiare non canonico;
  • personaggi quarantenni/cinquantenni (quindi pieni di ricordi e rimpianti);
  • New York e la scena liberal e progressista;
  • gay e storie gay finite male;
  • Beth malata terminale;
  • ambientazione nel passato.

Cosa sembra che ci sia di non buono e tardocunninghamiano?

  • cocaina;
  • religione, misticismo e momenti paranormali o da “Mistero” con Daniele Bossari (QUESTO LASCIA PRESAGIRE NOIA E RIDICOLO INVOLONTARIO);

Negli Stati Uniti, La regina delle nevi è uscito la settimana scorsa, e le critiche sono piuttosto positive, soprattutto sul fronte dello stile, anche se non mancano quelle negative, come questa, e questa. In ogni caso, potete farvi da soli un’idea leggendo le prime pagine del libro, sfogliandolo qua sotto:

Christopher Rice mantiene la promessa e si spoglia nudo

Christopher Rice purtroppo non è molto famoso in Italia. Figlio della mitica Anne Rice — sì, quella di Intervista col vampiro — e amico dell’altrettanto mitico Clive Barker, Christopher Rice è un apprezzato autore di thriller. I romanzi di Rice hanno generalmente anche personaggi gay, cosa che ci piace molto. Ovviamente, nessuno dei suoi libri è stato pubblicato in Italia, nonostante Rice sia un autore di culto per molti giovani gay americani e i suoi romanzi siano stupendi.

Il suo ultimo romanzo, The heavens rise, ha ottenuto una prestigiosa nomination nella categoria più importante del Bram Stoker Award, il premio dei premi del genere horror. Prima che l’evento cominciasse, è comparso sulla bacheca di Christopher Rice questo status:

FireShot Screen Capture #110 - 'Christopher Rice' - www_facebook_com_christopher_rice_writer

 

Sfortunatamente per lui, ma fortunatamente per il resto del mondo, il premio è andato a Stephen King e il suo Doctor Sleep. Oggi, quindi, Christopher Rice ha postato questa foto:

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 E questo si chiama “mantenere una promessa”. Una grande lezione di vita e, allo stesso tempo, un modo per autopromuoversi in pieno stile James Franco.