Una nuova edizione per Notre-Dame-des-Fleurs

Notre-dame-des-FleursIl Saggiatore merita un grande applauso per aver riportato nelle librerie Notre-Dame-des-Fleurs, capolavoro di Jean Genet. Datatissimo nel dipingere l’omosessualità come elemento di eversione massima, il romanzo conserva il fascino delle opere scritte in uno stato di febbre rivoluzionaria. Genet ha realizzato quest’opera mentre era in carcere, scrivendolo su pezzi di carta che serviva per confezionare borse; scoperto dai secondini, la prima stesura del libro è stata distrutta e Genet ha dovuto riscriverlo dall’inizio: a mio avviso, una cosa che si può fare solo quando ci si annoia a morte e, effettivamente, l’autore rivela fin da subito lo scopo masturbatorio del romanzo, pieno zeppo di erotismo.

Notre-Dame-des-Fleurs racconta la storia di Divine, drag queen che vive in una soffitta che si affaccia sul cimitero di Montmartre. La nostra Divine passa le sue giornate tra la strada, dove lavora come prostituta, e i locali malfamati di Parigi, in compagnia di personaggi loschi che vivono, neanche ai margini, ma proprio fuori dalla società: dei veri balordi, insomma. Un giorno, Daintyfoot, uno dei suoi amanti, le porta in casa un bellissimo ragazzo, chiamato Notre-Dame-des-Fleurs, uno che adesso verrebbe definito “uno sbandato”. Finirà male per tutti ma, per Genet, peggio è, meglio è.

50 sfumature di grigio: anch’io l’ho visto.

Come tutti i grandi fenomeni di massa, il film tratto da 50 sfumature di grigio va al di là del bello o brutto per approdare nella gloriosa landa del l’ho visto o non l’ho visto. Siccome il libro è considerato la merda massima, vi spiego come viene interpretata la visione del film:

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Quello che le persone dovrebbero capire, una volta per tutte, è che guardare un film non significa niente, perché anche il più tonto dei tonti può starsene seduto due ore a fissare uno schermo e avere un’opinione, a prescindere dalla qualità del film.

Quindi, spazzati via questi pregiudizi, vi posso parlare del film e dirvi che 50 sfumature è un film noioso e molto lento. Io, inizialmente, speravo fosse almeno trash ma, fatta eccezione per qualche battuta, non ha nemmeno la grazia del comico involontario. Lui è bello, ma poco espressivo: il suo culo è la parte migliore ma viene mostrata per soli due secondi. Lei è, sostanzialmente, Rory Gilmore dopo una lobotomia. Il film, come il libro, è stato venduto come un concentrato di trasgressione ma, in realtà, potrebbe andare in onda anche alle quattro di pomeriggio su Rai1 senza far alzare un sopracciglio al MOIGE. La storia rispetta lo standard del romance medio: un amore contrastato che fatica a realizzarsi; in questo caso il problema sono i tormenti emotivi di lui e le sue cosiddette perversioni. La trama si concentra quindi nella convinzione di lei, la donnammerda definitiva, che lui, ricco, potente e figo, cambierà grazie al suo amore e di renderlo il solito, pallosissimo amante. L’impianto è molto conservatore, insomma. Cosa resta alla fine? La curiosità di vedere usate quelle code di procione appese nella camera dei giochi; la migliore amica della protagonista che, sotto sotto, la odia perché si è presa quello figo dei due e a lei è toccato il fratello scemo; il panino con il vomito di cane; questo video in cui l’attore, per promuovere il film, mangia una torta a forma di Mr. Grey a grandezza naturale:

“Hot dudes reading” è l’account Instagram definitivo

Da che esistono gli smartphone, esistono anche le istantanee dei fighi che si incontrano in metro. Su Instagram è comparso “Hot dudes reading“, un nuovo account che unisce la passione per gli uomini sexy in metro con il feticismo della lettura. Effettivamente, non c’è niente di più attraente di una persona che legge, con tutti gli stereotipi stupidi sulla lettura che, all’improvviso, scoppiano come popcorn nel cervello: è gentile, è introverso, è intelligente, è spiritoso — ovviamente parlo delle persone che ci faremmo seduta stante. Si vede che l’autore delle foto è anche lui — o lei, boh — un lettore perché ogni foto è corredata da una didascalia con un viaggione mentale su chi potrebbe essere il figo in questione, dove sta andando, cosa fa nella vita, cosa ha fatto prima di salire sulla metro etc.

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L’account ha già 114mila follower anche se è stato aperto solo dodici giorni fa: siete in tanti a pensare che leggere faccia figo, eh?

Fonte: Boredpanda

Storie di strascichi #3: Lilly Boat, spettacolo a tutto tondo

Qualche tempo fa, cercando di ideare l’impostazione di questa rubrica, contattai Samuel Salamone, al secolo Miss Drag Queen Italia 2014, ma il simpatico fanciullo mi lasciò un messaggio concitato con cui mi avvisava di quanto fosse ancora nel caos:

In questo momento sto correndo in università e sono in ritardissimo. Non ho materiale perché sono ancora in – ndr: qualcosa di biascicato tipo ‘costruzione’, il personaggio e la casa – cerca di una casa, di stabilità, sono mesi che sono indaffarato con gli impegni lavorativi e sto trascurando un po’ questo aspetto, quindi non mi sono ancora fermato manco a vedere quali sono… da agosto son tre mesi… però tre mesi non sono pochissimi…

lilly2Insomma, il personaggio appare riconoscibile e degno d’affetto prima ancora della fase trucco e parrucco, ma niente materiale biografico da cui partire nonostante la finale del coloratissimo concorso si sia svolta a Torre del Lago Puccini lo scorso 8 agosto; per cui ho rimboccato le maniche e gli ho ingiunto di spiegare almeno com’è nata Lilly Boat, perché, quando, se grazie a qualcuno o qualcosa… e il risultato è stato questo:

Lilly Boat è nata su commissione di un ragazzo che reclutava animatori per il Pride Village di Padova. Mi ha chiesto un video promo, che poi ho utilizzato per promuovermi in disco italiane. Porta un nome scelto velocemente che possa dare un non so che di anni ‘30. Boat però è poco fine, perché significa ‘barca’… come il mio culone!

lilly1Lilly Boat è la terza Miss Umbria consecutiva ad aggiudicarsi il titolo nazionale, dopo Valkyria The Queen (2012) e She Wulva (2013); nel corso della serata finale della manifestazione, ha stupito tutta la giuria e il pubblico presente sfilando con un’enorme gonna d’oro che le ha risucchiato busto, testa e braccia, fino a ribaltare l’intero abito, trasformandola da elegante bomboniera in una scintillante Sirenetta Disney adagiata su un fianco, con tanto di ambientazione marina alle spalle:

Circonferenza di sei metri. Tutto in gomma piuma! Struttura rigida in plastica alla quale appoggiare il gonnone di gommapiuma su cui veniva appoggiata a sua volta la stoffa oro e una gonna interna ‘scenografata’ a grotta marina  sempre in gommapiuma legata alla struttura. Una vera e propria scenografia che ho utilizzato poi in altre forme per lo  spettacolo Greta la matta, che ha ricevuto la menzione speciale al Premio Nazionale Scenario Infanzia.

lilly3Ventiquattrenne, originario di Milano, Samuel vive e lavora a Perugia come attore teatrale, dedicandosi perlopiù agli spettacoli per bambini. Dopo essere stato bocciato all’Accademia d’arte “Paolo Grassi” di Milano, ha seguito per quattro mesi un corso per drag queen; poi, una volta trasferitosi a Perugia, ha continuato a sperimentare l’arte del travestimento insieme alla compagnia “Occhi sul mondo”, attraverso lo spettacolo “Alice drag store.”

samuel-lillyLavoro in teatro da cinque anni e studio da dieci. Ho partecipato a Miss Drag Queen Italia perché volevo provare a dimostrare che si può essere più spettacolari facendo esibizioni di qualità che a rifugiarsi nel solito erotismo. La drag deve far battere le mani e magari eccitare, non solo eccitare. Se ci sono arrivato è perché la mia madrina Nikita Magno ha creduto in me, stimolandomi a partecipare ai concorsi.

Da quando Lilly Boat ha vinto il titolo di miss nazionale, non ha ancora avuto l’opportunità di lavorare in qualità di drag queen, ma

la mia ricerca non si ferma, anzi, cerco qualcuno che abbia il desiderio di investire su un lavoro di qualità, pensato per dare un ricordo al pubblico. Non basta muovere le braccia. Una drag queen è un attore a tutto tondo, e in Italia sono poche le drag che hanno le palle per emozionare.

E chi fa emozionare Lilly Boat?

Lalique Chouette, a Torre del Lago Puccini, anche se frequentato poco, è stato un vero stimolo per capire come cercare e cosa volevo comunicare a ogni travestimento. Guo Pei, la stilista, è altrettanto una grande ispirazione. I suoi costumi sono stupefacenti. Per il mio mi sono ispirato a una sua creazione in tulle. E poi ogni drag ha qualcosa da darmi. Penso di non sapere mai abbastanza.

lilly4Un personaggio che si approccia a questo mondo in punta di piedi, dunque, ma anche con le idee ben chiare sotto la parrucca.
Se per caso passate dalla sua bacheca Facebook per tenervi aggiornati sugli spettacoli, noterete che ogni giorno Samuel/Lilly è alla spasmodica ricerca di un posto letto o di un passaggio per chissà dove. Quindi, pensateci bene: avete una brandina? Un sacco a pelo? Dei bambini? Bene! Allora sappiate che Mary Poppins esiste!

Mollo tutto e vado ad allevare pecore in Australia: Ereditare il cielo di Ariel Tachna

Ereditare il cieloNon so se sia una percezione solo mia, ma mi pare che negli ultimi anni il mollo-tutto-e-vado-in-Australia abbia subìto un’impennata. Sarà che è dall’altro capo del mondo, sarà che sembra ancora un territorio inesplorato, ma la terra di Kylie Minogue sembra scatenare illimitate fantasie di avventura.

L’avventura di Caine, il protagonista di Ereditare il cielo, in realtà non è una faccenda veramente rischiosa. Lo spunto, non molto originale, da cui parte la storia è, infatti, un’eredità inaspettata da uno zio misterioso. Caine eredita Lang Downs, un allevamento di pecore nel Nuovo Galles del Sud, e, mal che vada, sa che può tornare nella sua città degli Stati Uniti, dove ha abbandonato un lavoro poco soddisfacente e una relazione fallita.

Caine però è molto determinato a diventare un allevatore, nonostante questo preveda un cambiamento radicale nel suo stile di vita. Gli allevamenti australiani, infatti, non sono delle belle cascine, ma sono dei veri e propri microcosmi, in cui vivono comunità di lavoratori isolati dal resto della civiltà, in appezzamenti che hanno le dimensioni di una provincia media italiana — quello che i puristi della lingua chiamerebbero “culonia”, insomma. Arrivato in culonia, Caine si affida a Macklin, il sovrintendente dell’allevamento — una specie di manager — per imparare il nuovo lavoro e diventare il capo perfetto di una fattoria. Oltre alle difficoltà delle mansioni, la vera impresa è riuscire a far cambiare opinione agli abitanti di Lang Downs, convinti che Caine sia solo un turista che si stuferà presto delle pecore e dell’isolamento per poi mandare tutti a quel paese e vendere baracca e burattini. Anche il fatto che sia gay non aiuta, diciamo.

A partire dall’insistenza fastidiosa con cui il protagonista ricorda a chiunque che lui sta facendo sul serio, ho trovato Ereditare il cielo un romance poco equilibrato. Sembra, infatti, che l’autrice si sia molto concentrata sull’ambientazione, che è fantastica ed è il vero punto di forza della storia, ma che abbia gestito alcuni aspetti della storia in maniera sbrigativa, o con troppa superficialità. Un gran peccato, perché il contesto dell’outback australiano è molto efficace e offre spunti molto interessanti, sia sul versante romantico — è possibile trovare l’amore in un ambiente tanto chiuso e isolato? — sia erotico — questi allevatori, costretti a ripararsi dalle intemperie in capanni persi in mezzo al nulla, che faranno mai? — sia sociologico — come può un ragazzo di città, uno straniero, integrarsi all’interno di una comunità compatta — sia psicologico — è possibile resistere a un cambiamento di stile di vita tanto repentino e radicale? Purtroppo solo l’aspetto romantico-erotico è ben sviluppato, e la storia ne risente, perché manca un vero nemico, manca una reale sofferenza che faccia provare empatia per il protagonista. Insomma, fossi stato io l’autore, avrei fatto patire a Caine le pene dell’inferno. Sei partito per l’Australia a fare l’allevatore? E adesso sono cazzi tuoi. Invece questo Caine sembra nato con la camicia e, alla fine del giro, la sfanga sempre. Al di là di questi aspetti di debolezza, Ereditare il cielo è senza dubbio un bel romance di evasione vera, ma non nel senso di svago: è una fuga verso una realtà sconosciuta, avventurosa e romanzesca.

Weird:2 Stars (2 / 5)
Queer:4 Stars (4 / 5)
Camp:3 Stars (3 / 5)
Sesso:4 Stars (4 / 5)
Fantasia:2 Stars (2 / 5)