You know nothing Jon Snow non è più vero perché da oggi sapremo tutto

Di Game of thrones, almeno. È uscito, infatti, Il mondo de Il trono di spade, libro che va a spulciare ogni dettaglio della saga, mettendo a confronto libri e telefilm. Questa è la copertina:

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Sul profilo twitter di Chiara Poli, l’autrice, ho trovato un bel video di presentazione del libro e, siccome è l’autrice stessa che ne parla e lo fa molto bene, io non possa fare altro che ringraziarla perché mi risparmia pure la fatica di scriverne:

Wow. Bravissima, Chiara Poli: al di là dei titoli e delle esperienze professionali, una che pone tanta attenzione sul pericolo spoiler non può che avere la mia stima. Per quanto riguarda i contenuti del libro, mi sembra molto interessante la parte del simbolismo, dei riferimenti letterari e iconografici. Il libro, poi, l’avete visto: un’edizione molto bella, curata graficamente, che fa venire voglia di cartaceo.

Bene. Ci guardiamo un You know nothing? Dai.

Il chick-lit gay è realtà: è uscito Mascarado

MascaradoIncredibile ma vero, è arrivato, finalmente!, il giorno della pubblicazione di Mascarado, libro scritto da Runny Magma, che qui su Refusi cura Drag Stories da parecchi mesi ormai.

Per ovvie ragioni non posso dirvi che è un romanzo stupendo perché non sarei credibile, ma io me ne fotto e ve lo dico:

è un romanzo stupendo.

Adesso vi dico anche perché. Quando Runny mi ha proposto di leggere in anteprima Mascarado, me l’aveva presentato come un romance M/M però impostato su una chiave realistica — a me piace molto il genere ma, effettivamente, devo dire che spesso trame e personaggi sono più che finzione, a volte sono proprio una serie di fantasie sfrenate ed è giusto che sia così.

Quello che mi è capitato tra le mani, però, non era un romance M/M. Mascarado è un chick-lit gay: è divertente, romantico, spudorato, frizzante. L’ambientazione, per una volta, non è anglo-sassone: sullo sfondo troviamo, infatti, la provincia italiana, con le aspettative da non deludere, il mito della celebrità, quella maschera di conformismo che, a volte, può diventare davvero soffocante.

Voi direte: bella forza, mica ne puoi parlare male. Vero, al di là del rapporto con Runny, ho fatto da correttore di bozze e ho scelto la tonalità della copertina, per cui manco morto potrei dire qualcosa di negativo; però c’è da dire una cosa: non è lungo, lo potete comprare su Amazon, è un ebook e costa quanto una pipa di tabacco.

Splendori e miserie ma soprattutto miserie di Splendore di Margaret Mazzantini

COP_margaret_mazzantini_splendore.inddEra da tanto tempo che volevo leggere Splendore della Mazzantini perché ero molto curioso di vedere come una scrittrice italiana tratta una storia gay negli anni ’10 del XXI secolo. Stiamo parlando di quella che, in Italia, è considerata la uh uh uh oh oh oh letteratura.

A grandi linee, questo è quello che succede nel romanzo: due uomini si amano, in maniera assurda e distante, dall’infanzia fino al rincoglionimento senile. Nel mezzo, vivono un’esistenza infelice, uno a Roma, l’altro a Londra.

Risultato? Tanto imbarazzo: leggendo Splendore, si scopre, infatti, che, quando la letteratura italiana si occupa di gay, ama farlo con letterarietà. Di cosa è fatta l’omosessualità letteraria? Splendore ne è un ottimo esempio perché riesce nella non facile impresa di raccogliere in un’unica soluzione tutto lo scibile in materia:

  • l’omosessualità letteraria si nega, si nasconde, non esiste;
  • l’omosessualità letteraria è seria, serissima, quasi incazzosa, sicuramente melodrammatica;
  • l’omosessualità letteraria ha una madre che è santa ancora prima di morire, figurarsi quando è morta;
  • l’omosessualità letteraria fa viaggi in Grecia e la raffigura come una specie di paradiso perduto;
  • l’omosessualità letteraria ha bisogno di emigrare in Inghilterra;
  • l’omosessualità letteraria vive il dramma dell’AIDS;
  • l’omosessualità letteraria fiorisce sotterranea mentre si finge di essere eterosessualità, si sposa con donne e fa figli;
  • l’omosessualità letteraria, quando osa fregarsene e decide di vivere alla luce del sole, subisce una punizione immediata e tragica;
  • l’omosessualità letteraria, gratta gratta, è figlia di un trauma infantile;
  • l’omosessualità letteraria, ovviamente, cerca la redenzione e la CURA nella religione cattolica.

Faccio fatica a mettere giù a parole lo sconcerto che provo nell’aver realizzato che un’autrice utilizzi una storia gay per parlare, in sostanza, di un amore totale e illegittimo. Per carità, è vero che una storia gay può avere ostacoli che una storia etero non conosce, come è vero che un romanzo non deve, necessariamente, dipingere la versione migliore delle cose, però qui la Mazzantini ha attinto dal pozzo dei cliché e delle banalità in un modo così strumentale che pare, al termine della lettura, di aver letto un libro scritto quarant’anni fa.

Weird:1 Stars (1 / 5)
Queer:2 Stars (2 / 5)
Camp:0 Stars (0 / 5)
Sesso:2 Stars (2 / 5)
Fantasia:0 Stars (0 / 5)

Le Articiocche di Emily Queen e Penelope Please

Si sente spesso dire che la forma della Liguria ricorda un sorriso all’ingiù, e la tristezza è l’emoticon che più rappresenta la Miss in carica proveniente da questa regione. Emily Queen si è difatti presentata alla finale nazionale di Miss Drag Queen Italia 2014 fuoriuscendo da una bara e con indosso un look gothic rock decisamente atipico per un palco di drag. Originaria di Sanremo, ma naturalizzata a Genova, Emily nasce come cantante di piano bar e karaoke, accompagnata spesso da ensemble strumentali acustici, come per la performance che l’ha vista vincitrice del titolo regionale del 2014, dopo il terzo posto del 2012 e il secondo del 2013. Un’escalation che è il frutto di una sperimentazione fuori dalle righe:

Penelope Please & Emily QueenLa gavetta e la ricerca musicale sono il segreto del mio personaggio, come anche la ricercatezza e la versatilità dei miei look, che spaziano dalla drag queen tradizionale ed elegante in abito lungo, al look gotico-dark fatto di piumaggi, borchie e catene, fino al body painting coloratissimo e alieno. Come quando mi esibii nel contest Drag Factor del 2013, nella squadra ‘Androgine’ capitanata dalla madrina Syntetica Kartell: una vera guru dell’originalità in fatto di look che spaziano dal body painting al riciclo di materiali poveri assemblati a regola d’arte come fossero tessuti preziosi o accessori sofisticati usciti da uno studio di design.

La staticità fisica che caratterizza il personaggio di Emily Queen è studiata ad arte per trasmettere l’idea della fissità della morte, in un mondo di danze e lustrini che ne fa spiccare il distacco dalla realtà:

Caratteristica del mio personaggio è l’essere distante, aliena e trasognata nell’incubo della mia timidezza travestita da puro esibizionismo estetico fatto di costumi sontuosi, da creatura nell’ombra crepuscolare, un po’ vampira fantasy e un po’ rockstar alla Siouxie.

Miss Drag Queen Liguria 1° class. 2014L’incontro con Marco Marras Casu alias Penelope Please — drag ligure veterana accomunata al percorso di Emily anche per i ripescaggi che le hanno viste entrambe più volte alla finale nazionale di Miss Drag Queen — è stato fondamentale per questa concezione autoironica del personaggio.

Penelope Please è quell’artista che ti prende per mano e ti scaraventa sul palco senza sapere cosa succederà da lì a poco; è una trapezista del palco e vola sempre senza rete, sia come performer che come personaggio ormai assodato nel tempo dalle scelte trasversali dei suoi poliedrici lavori, nei quali vengo coinvolta da protagonista, trovandomi spesso spiazzata, ‘conTusa e felice’, ma soddisfatta per il plateale successo di pubblico, nonché una personale soddisfazione nel vedere cadere, sparire e ‘morire’ i miei limiti personali, da quando ho deciso di iniziare questo percorso non facile da drag queen; ma io amo le sfide e le colgo divertendomi, soprattutto nei sodalizi con persone umanamente diverse da me, ma che sono complementari alla mia natura, non solo da palco.

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Grazie a questo sodalizio artistico è nato il progetto di una band composta interamente da drag queen, “Laica Vergin & Articiocche”, una tribute di Madonna rivisitata però in chiave electro-punkrock-industrial-heavymetal. Il nome Articiocche — “carciofi” in dialetto ligure — deriva da una foto in cui Madonna è ritratta con in mano due carciofi, ai tempi della sua frequentazione della Factory di Andy Warhol. La line-up della band è composta dalla stessa Emily (synth & sound-machines, piffero elettronico e voce); Penelope (electro-sax, tastiere, chitarra solista e voce); Sandra Acid (drums & synth, lipsynch); Sorella Lauretta (organo & synth Hammond); e la statunitense Laica Vergin (basso e chitarra). I live shows di una drag band che riarrangia Madonna sono una proposta originale e divertente all’interno del panorama dello spettacolo, un’intersezione fra due mondi solo all’apparenza distanti, che tra finzioni sceniche ed esibizione dal vivo risulta sicuramente d’impatto.

Liebster Award 2015

Oggi ho scoperto che Refusi ha vinto il Liebster Award 2015, premio che viene assegnato dagli altri blogger con un sistema di nomine, domandine etc.

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Voglio allora ringraziare tantissimo le blogger che ci hanno dato la possibilità di vincere nominandoci, cioè:

Tre libri sopra il cielo;

Babette legge per voi;

Emozioni tra le pagine.

Siete state stra-stra-stracarine a pensare a noi!

Non faccio il giochino delle domande e delle nomination perché sono troppo pigro ma apprezzo tantissimo il fatto che abbiate pensato a Refusi Etc. per la vostra lista di blog preferiti. Grazie, ragazze!