Il libro di Ferzan Ozpetek è proprio come i suoi film

ozpetek_sei_la_mia_vitaCioè sentimentali, sopra le righe, inutilmente poetici e, forse proprio in virtù di queste caratteristiche, gli unici in grado di raccontare qualcosa della comunità LGBT a un pubblico che con due risate e una lacrimuccia lo fai sempre contento — anche io faccio parte di questo pubblico.

Sei la mia vita è composto da una serie di aneddoti, narrati con l’intento di conservare i ricordi più preziosi di Ozpetek, in una specie di estremo atto d’amore nei confronti del suo compagno, gravemente malato — siamo in territorio Julianne Moore e Still Alice.

Il contesto e il tono della narrazione scivolano con facilità nel patetico, ma va premiata la generosità di aprirsi senza paura di essere giudicati, mentre non apprezzo molto l’insistenza di dispensare massime e riflessioni filosofiche sulla vita in maniera gratuita e lirica, e trovo abbastanza pesante il narcisismo, seppur comprensibile, di ricordare ripetutamente i successi ottenuti — abbiamo capito che sei famoso, mollaci un attimo, Ferzan.

71MFo3BpWKL._SL1500_La prospettiva corretta per affrontare questo libro è quella di leggerlo come un viaggio nel lavoro creativo di un regista: gli aneddoti raccontati non sono altro che gli spunti da cui Ozpetek è partito per realizzare i suoi film. Questo pastone di storie, persone, cinema ed esperienze è, alla fine del giro, la sostanza in cui è immerso Ozpetek, una persona che sembra vivere esattamente come dirige i suoi film. Se si legge con questo spirito, Sei la mia vita diventa un’autobiografia riuscita nel suo intento di consegnare il senso di un’esistenza.

Weird:1 Stars (1 / 5)
Queer:5 Stars (5 / 5)
Camp:3 Stars (3 / 5)
Sesso:1 Stars (1 / 5)
Fantasia:2 Stars (2 / 5)

Patty Visconti, la regina del trash

Nel 1982, in una discoteca milanese, da un’esibizione non en travesti su un brano di Patty Pravo e da un sentimento di nobiltà, nasce la drag queen che diventerà la regina del trash nostrano. La sua prima performance risale più o meno allo stesso periodo, catapultata sul palco del Proibita solo perché vista arrivare in ghingheri all’entrata. All’epoca con lei c’era l’allora sconosciuta Platinette, grazie ai cui consigli la Patty inizia a crescere come artista:

10980735_10205020551146786_6262873603715328995_nRicordo che quando conobbi Platinette — ancora non famosa — faceva parte del gruppo le Pumitrozzole. Finite di fare le prove per la serata — noi lo facevamo per piacere, non per lavoro —, lei ci chiese se cenavamo insieme e io e le mie compagne di viaggio dell’epoca, pressoché ragazzini, ci guardammo in faccia perché non conoscevamo ancora i ‘meccanismi.’ Lei capi subito e ci invitò porgendo il conto ai proprietari della disco in cui ci esibivamo e ci disse ‘Bambole, scendete dal pero e fatevi pagare, sono loro (i gestori) che hanno bisogno di noi, non viceversa… e cosi… eccomi ancora qui dopo trent’anni.

10869486_758295574246816_6064200702447011873_oE da lì, ben sei anni al Querelle, uno tra i primi locali in Italia con drag show e il primo milanese riconosciuto da Arcigay; prima come membro del Direttivo, poi alla Direzione Artistica (con una delle Sorelle Marinetti, non ancora Marinetti):

L’esperienza al Querelle è stata quella che mi ha riportato sulle scene — da un paio d’anni mi ero ritirata — e sempre da lì nasce la mia collaborazione con Zeligay e comici in parrucca. A farmici approdare fu Giulio Palastro, il quale mi volle fortemente, di li poi tutto il resto — fino a oggi, e spero ancora per molto.

Ma anche allo Zelig la Patty arriva quasi per caso, come ospite:

Finito lo show, tutti se ne andarono, e io e Roby, il mio compagno di viaggio dell’epoca, ci guardammo in faccia e pensammo ‘Ma vuoi vedere che non ci pagano?’… anche perché colui che ci aveva ‘ingaggiato’ per l’ospitata se n’era andato. Invece poco dopo arrivò il Direttore artistico, Pasquale, che ci propose di condurre uno show tutto nostro. Ovviamente noi, felicissimi, accettammo subito. E così portammo in scena il Roby e Patty Visconti show.

10359508_10204451072430174_6059327912511959033_nNegli anni, la Patty si è poi esibita in numerosissimi locali, fra cui lo Strass. Oggi è ospite in diversi contesti, da animazioni ai matrimoni a serate tematiche in locali milanesi come il Join the Gap, dove la vediamo con zia Mara, madrina per la giornata mondiale dell’AIDS al Red Party. Nella scorsa stagione, fra l’altro, ha preso parte al Drive in Tour, un omaggio al celebre programma televisivo degli anni ’80, in cui lei e altre drag si sono divertite — e hanno divertito — a impersonare le ragazze fast food con numeri di cabaret, trasformismo e gag.

Mina’s (Nana’ e Mimi), artecifici del Drive in, mi volevano assolutamente con loro.

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La nostra eroina è comunque molto presente sul web e non manca mai di promuovere gli eventi con flyer sul suo profilo Facebook, dove potete continuare a seguirla pure voi.

Scandalo? Qualcuno ha detto scandalo?

Ogni tanto gira la notizia di un film che deve uscire, tra poco, ma no, prossimamente, tra un mese, e poi no, è tra sei mesi però, intanto, viene proiettato al Festival della Pera Cotta, e insomma alla fine non se ne sa più niente, nessuno lo vede e addio.

Effie_Gray_Poster_1a_È il caso di Effie Gray, film con Dakota Fanning ed Emma Thompson tratto dal libro Effie Gray. Storia di uno scandalo di Suzanne F. Cooper.

SCANDALO!

Lo scandalissimo raccontato nel libro è quello che vede protagonista John Ruskin, il celebre critico d’arte. Effie Gray, la moglie, non solo l’abbandona — e già questo, per la Londra vittoriana del XIX secolo, sarebbe stato uno scandalo sufficiente per riempire le bocche fino al processo di Oscar Wilde — ma addirittura rende pubblica la motivazione dell’abbandono: il matrimonio non è stato consumato.

ERA GAY! Magari: la faccenda non è mai stata chiarita fino in fondo, ma pare che Ruskin fosse orripilato dal corpo di Effie perché era pedofilo e ossessionato dai corpi femminili non ancora completamente sviluppati. Effie, quindi, vera eroina vittoriana, aveva tutte le ragioni del mondo per smerdare pubblicamente il marito. Non contenta, la nostra Effie era anche innamorata di John Everett Millais, giovane protetto di Ruskin e autore di uno dei miei dipinti preferiti di tutti i tempi:

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un quadro che mi viene sempre in mente quando ho una di quelle giornate in cui, come ti giri, pesti merda.

Effie Gray. Storia di uno scandalo è stato pubblicato il 28 maggio dalla Neri Pozza, anche se la prima edizione risale al 2012.