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Il chick-lit gay è realtà: è uscito Mascarado

MascaradoIncredibile ma vero, è arrivato, finalmente!, il giorno della pubblicazione di Mascarado, libro scritto da Runny Magma, che qui su Refusi cura Drag Stories da parecchi mesi ormai.

Per ovvie ragioni non posso dirvi che è un romanzo stupendo perché non sarei credibile, ma io me ne fotto e ve lo dico:

è un romanzo stupendo.

Adesso vi dico anche perché. Quando Runny mi ha proposto di leggere in anteprima Mascarado, me l’aveva presentato come un romance M/M però impostato su una chiave realistica — a me piace molto il genere ma, effettivamente, devo dire che spesso trame e personaggi sono più che finzione, a volte sono proprio una serie di fantasie sfrenate ed è giusto che sia così.

Quello che mi è capitato tra le mani, però, non era un romance M/M. Mascarado è un chick-lit gay: è divertente, romantico, spudorato, frizzante. L’ambientazione, per una volta, non è anglo-sassone: sullo sfondo troviamo, infatti, la provincia italiana, con le aspettative da non deludere, il mito della celebrità, quella maschera di conformismo che, a volte, può diventare davvero soffocante.

Voi direte: bella forza, mica ne puoi parlare male. Vero, al di là del rapporto con Runny, ho fatto da correttore di bozze e ho scelto la tonalità della copertina, per cui manco morto potrei dire qualcosa di negativo; però c’è da dire una cosa: non è lungo, lo potete comprare su Amazon, è un ebook e costa quanto una pipa di tabacco.

Il primo libro del 2015 è la biografia di un uomo con due peni

Lui si chiama DDD — Double Dick Dude — e ha raggiunto la popolarità sull’Internet grazie a questa roba su Reddit, in cui è stato tempestato di domande sulla sua condizione di uomo dotato di ben due peni. La domanda più bella è stata questa:

Quando ti ubriachi e collassi, la gente sulla fronte ti disegna due cazzi anziché uno?

Dopo Twitter e Tumblr, DDD ha conquistato anche Amazon con l’autopubblicazione delle sue memorie, intitolate Double header: my life with two penises. Il tizio ne ha da raccontare: oltre che essere bisessuale, ha una relazione a tre con un uomo e una donna, ed è pure un fanatico del fistfucking. A suo dire, pure gli uomini etero sono attratti dalla sua malformazione: è magia.

Ed è così che mi ritrovo, come primo post del 2015, a parlare della difallia. La mia opinione? Allora, siccome siamo in pieno territorio freakshow, tra i vari account non mancano foto di questi benedetti peni e, a me, sembra proprio una roba fatta con Photoshop.

Fonte: Huffington Post

I limiti di Kindle Unlimited

La notiziona della settimana nel campo dell’editoria è l’avvento di Kindle Unlimited, cioè la versione libresca di Spotify firmata Amazon. Uno paga un tot al mese e si legge quello che vuole. L’operazione è stata accompagnata da un bel video promozionale e la possibilità di un periodo di prova gratuito di trenta giorni. Io aspettavo questo servizio già da un po’ e mi sono venuti gli occhi a cuore quando ho trovato l’email di Amazon che mi annunciava la novità.

Poi, però, l’entusiasmo iniziale si è trasformato in un però. Parampaperoperò. In questo servizio ci sono tutti gli ebook del mondo? No. In italiano i titoli sono quindicimila. Sembra una cifrona ma, in realtà, se si pensa a quanti libri vengono pubblicati in un anno, è un numero ridicolo. Secondo l’ISTAT, nel solo 2012 in Italia si sono pubblicati quasi sessantamila titoli e, di questi, solo una percentuale è stata pubblicata in digitale — ho preso in esame il 2012 perché ho trovato subito i dati di quell’anno là.

Prima di lanciarmi nella magia dei trenta giorni di prova di Kindle Unlimited, ho deciso quindi di fare un esperimento cercando alcuni dei titoli che ho nella mia lista di libri-che-vorrei-leggere-prima-di-crepare. Il risultato è stato questo:

unlimited

Come dire, una bella merda. Di cinque titoli, quattro non hanno nemmeno il formato digitale e l’unico che ce l’ha non è presente nel catalogo Unlimited. Certo, se manca la versione ebook di un libro, la colpa non è di Amazon, ma considerato nel complesso il servizio offerto, che me ne faccio io di Unlimited, se il 100% dei libri che vorrei leggere non è presente? Mi rendo conto che i titoli scelti non sono i bestselleroni del momento, ma sono comunque dei classici contemporanei. Il mio giudizio, quindi, sulla base della mia serissima ricerca, è che questo servizio Unlimited è fortemente penalizzato dall’offerta pietosa delle case editrici italiane sul fronte del digitale e, da parte di Amazon, da una selezione non proprio ricca. Il discorso cambia completamente per il catalogo in inglese che ha centinaia di migliaia di titoli ma, cristo santo, io non ho sempre voglia di leggere in lingua originale. Insomma, mi sa che, fino a quando il catalogo non si allarga, io passo — i trenta giorni di prova me li faccio tutti, comunque.

La più antica libreria gay degli Stati Uniti chiude i battenti

GiovanniDopo un lungo periodo in perdita, Ed Hermance, il libraio che gestisce la Giovanni’s Room, ha deciso di cessare la propria attività.

Aperta la bellezza di quarantuno anni fa — il Neolitico dei diritti gay — a Philadelphia, la Giovanni’s Room pare seguire lo stesso destino di tutte le librerie tradizionali generaliste, incapaci di reggere la concorrenza di Internet. Ed Hermance ha pochi dubbi: la colpa è di quei cattivoni di Amazon. Effettivamente non fatichiamo a dargli ragione: Amazon è stupendo per spendere soldi. In ogni caso, possiamo solo immaginare cosa rappresenti Giovanni’s Room per la comunità gay locale e la tristezza che questa notizia suscita — vi ricordate quando ha chiuso la storica Babele a Milano?

Il libraio ha dichiarato di aver cercato un nuovo proprietario dall’agosto dell’anno scorso, ma non è riuscito a concludere l’affare e così, dalla fine di maggio, la più antica libreria gay degli Stati Uniti non esisterà più. È ironico il fatto che la libreria abbia preso il nome da uno dei classici della letteratura gay, La stanza di Giovanni di James Baldwin: romanzo magnifico, ma che rimanda a un periodo in gran parte concluso.

Fonte: Time

Gambara (…e altri luoghi del sesso) di Anton Viktor Hellenius

gambaraUh, il sesso. Gambara (…e altri luoghi del sesso) ha un titolo un po’ brutto ma allusivo che non rende pienamente giustizia al contenuto, perché non solo è un romanzo scritto bene, ma anche molto interessante per lo spaccato intimista e insieme sociologico — sì, addirittura —  che offre.

Il protagonista, nonostante sia ancora giovane, ha una carriera ben avviata in un’azienda dell’abbigliamento, e vive per conto suo nell’hinterland milanese. Le sue giornate sono scandite dal lavoro, dagli impegni con famiglia e colleghi, dagli spostamenti sui mezzi e, soprattutto, da Grindr.
Gambara è un libro pieno di sesso ma, a differenza di altri romanzi, nel racconto non c’è morbosità, né compiacimento. Non ci sono nemmeno i toni enfatici e un po’ ridicoli dei romance, dove ogni scopata diventa qualcosa di epico. Il sesso in Gambara è descritto con realismo e con un certo gusto per il dettaglio. Quando il protagonista incontra qualcuno per scoparci, non si vergogna di raccontarci i momenti di imbarazzo che precedono il sesso, e nemmeno quelli che arrivano dopo; allo stesso modo, anche le scopate sono raccontate con sincerità, ma non in maniera cruda o gratuita: a volte capita che il sesso non sia un granché, altre volte invece va molto bene. La forza del libro sta soprattutto nel protagonista, un personaggio molto complesso e molto onesto, confuso e un po’ malinconico, mai piagnucoloso; perché, sullo sfondo, c’è in realtà una storia finita da superare, una città intera di occasioni e di incontri che non bastano per tenere i ricordi lontani. Milano, sfavillante e vagamente grottesca, è forse più di un semplice sfondo; va riconosciuto all’autore uno sguardo attento e implacabile sulla città, di cui ha colto aspetti e manie:

Mai apparire troppo contenti, la felicità è per i ceti più bassi, lo sanno tutti a Milano.

Gambara è un libro che fa anche un po’ ridere per come svela le dinamiche e i rituali della comunità gay milanese. Ciliegina sulla torta: Gambara è un libro scritto bene, anche sul piano formale, cosa che ha un qualcosa di miracoloso, visto che si tratta di un ebook autopubblicato su Amazon, generalmente un incubo a livello grammaticale. Ho trovato qualche refuso, ma niente che non abbia trovato anche in libri pubblicati da casone editrici come Einaudi o Adelphi.

Nonostante tutto, francamente faccio fatica a definire Gambara un romanzo erotico: è una storia romantica, sulla fine di un amore, che riesce ad andare al di là di quei due-tre schemi che in genere si applicano in questi casi. Se vi ho fatto venire voglia di leggerlo, ho per voi una buona notizia: costa pochissimo.

Weird:4 Stars (4 / 5)
Queer:5 Stars (5 / 5)
Camp:3 Stars (3 / 5)
Sesso:5 Stars (5 / 5)
Fantasia:4 Stars (4 / 5)
Media:4.2 Stars (4,2 / 5)