Archivi tag: Feltrinelli

Tutti amano un criptogay alcolizzato: Feltrinelli pubblica le lettere di Cheever

La prima volta che ho sentito parlare di John Cheever è stato quando ho scoperto Un uomo a nudo, film di Frank Perry, regista del mio cuore — ha girato anche I brevi giorni selvaggi, uno dei miei film preferiti, e, soprattutto, MAMMINA CARA. Un uomo a nudo — il titolo originale è The swimmer — ha come protagonista un Burt Lancaster totally DILF che decide di tornare a casa nuotando nelle piscine dei suoi vicini — Burt Lancaster per tutto il film è in costume da bagno, anzi, ad un certo punto, a casa di amici nudisti, se lo toglie pure. È quel genere di film New Hollywood che i produttori, probabilmente sotto l’effetto di droghe allucinogene, facevano senza preoccuparsi della totale assurdità della trama. Il film è un capolavoro, una gigantesca metafora della vita, ed è tratto da un racconto di Cheever, che tra l’altro compare anche nel film. Questo è il trailer:

5964902_335125Il Cechov dei sobborghi e ispiratore delle atmosfere di Mad Men John Cheever è uno degli autori americani più apprezzati di tutti i tempi. Ma se la vita professionale è stata costellata da successi e riconoscimenti, quella privata è stata, invece, un bel DRAMA; proprio per questo motivo, merita grande attenzione la pubblicazione delle sue Lettere, in cui sono presenti tanti elementi a noi cari.

La vita di Cheever è stata segnata dal terrore di essere gay, da un rapporto conflittuale con il padre, da un matrimonio corroso dai tradimenti, dal disprezzo verso di sé e il proprio talento, dall’alcolismo. Una vita fantastica, in termini drammatici, che meriterebbe un biopic al più presto. Per il momento dobbiamo accontentarci di questa favolosa raccolta pubblicata da Feltrinelli in cui l’autore stesso si racconta senza schermi — se in vita avesse saputo che il suo carteggio privato sarebbe diventato di dominio pubblico probabilmente si sarebbe ammazzato.

 

 

 

È uscito Global gay

GlobalGay1-227x360Giusto giusto nella settimana in cui si concentrano i festeggiamenti del Pride, arriva in libreria Global gay, un saggio scritto dal sociologo Frédéric Martel sulla comunità gay mondiale.

Il libro è, infatti, una specie di giro del mondo per descrivere le diverse declinazioni delle varie comunità gay del pianeta: una cosa molto interessante e sicuramente un modo di studiare la geografia che alle scuole medie ci potevamo solo sognare.

Il libro è pubblicato da Feltrinelli, che descrive così il libro:

Il movimento gay è in marcia ovunque nel mondo. Le sue lotte conoscono successi decisivi e tragiche sconfitte. Negli Stati Uniti il matrimonio gay è un cavallo di battaglia democratico. In Iran l’omosessualità è punita con la pena di morte. In America Latina diverse capitali si battono per la diversidade sexual. In Cina, Sudafrica, India, Cuba sono state vinte grandi battaglie. Frédéric Martel ci racconta il suo viaggio attraverso gli stili di vita gay dei cinque continenti. E ci mostra da un lato una gay way of life globale, partecipe delle stesse sensibilità e delle stesse conquiste, dall’altro una miriade di declinazioni della cultura gay, profondamente intrecciate alle peculiarità delle tradizioni locali, alle difficoltà incontrate di paese in paese, ai tanti significati che la libertà sessuale può assumere nel mondo.

Se l’immaginario gay nordamericano ha alimentato per decenni la coscienza degli attivisti di tutto il pianeta, un panorama di inesauribile ricchezza si distende tra le serate di tango gay a Buenos Aires e le feste di samba a Rio, le habitaciones di Cuba e le squadre gay di dragon boating a Singapore, i love hotels di Tokyo e il movimento gay arabo, col suo costante riferimento al sensuale lirismo del poeta medievale Abu Nuwas. Martel ci restituisce questi mille volti e queste mille lotte, dando voce a un’affascinante, complessa armonia di differenze.

Love hotels, dragon boating, tango gay: i gay sì che si sanno divertire in giro per il mondo.

Abbiamo provato Le affinità elettive, il social di Feltrinelli

Refusi è sempre in prima fila quando si tratta di fare le pulci alle operazioni simpatia delle grandi case editrici. Questa volta è il turno della Feltrinelli, che ha messo in piedi Le affinità elettive, un social in cui è possibile inserire i propri libri preferiti e poi calcolare l’affinità con le scelte degli altri utenti.

Non si tratta certo di un’idea originale, perché è un servizio che altri social sui libri già offrono ai propri utenti, ma la caratteristica essenziale delle Affinità elettive è che fa solo questo ed è molto snello. Non ci sono spazi per commenti, recensioni, voti ma solo confronti tra librerie, quindi il risultato è più vicino a una app di facebook che a un social tout court.

Trovarlo non è semplice. Non è ancora indicizzato bene su Google e il fatto di avere lo stesso nome di uno dei romanzi più famosi della storia non aiuta. Comunque, la schermata iniziale si presenta così:

FireShot Screen Capture #066 - 'Le Affinità Elettive' - affinitaelettive_feltrinellieditore_it

Una breve descrizione, e la possibilità di connettersi con Facebook e Twitter — cosa sempre molto pratica e apprezzabile.

Quando si arriva alla pagina per creare la libreria, si inizia a storcere un po’ il naso:

FireShot Screen Capture #065 - 'Le Affinità Elettive' - affinitaelettive_feltrinellieditore_it_user

già cominciare con una zuccherosissima citazione del Piccolo Principe — il libro più zuccheroso del mondo, secondo solo alle torte a forma di libro — non è un buon segnale. Il problema è aver scelto di dividere la librerie dell’utente in categorie sostanzialmente uguali l’una all’altra. Nello specifico sono:

  • Gli indimenticabili;
  • Emozioni;
  • Le storie che ti hanno tenuto sveglio;
  • Grandi personaggi;
  • Uomini e storia;
  • Grandi avventure.

Adesso, i libri indimenticabili ovviamente regalano anche emozioni e sono storie che ci tengono svegli e hanno grandi personaggi, quindi, in sostanza, le prime quattro categorie sono sempre la stessa categoria: le ultime due, invece, virano bruscamente su alcuni generi — biografia/storico/avventura. Il risultato è un po’ confuso ma, soprattutto, in questa griglia mancano delle categorie negative, perché, insomma, i libri anche si odiano ed è divertente odiarli, chi ama leggere lo sa: almeno una categoria per i polpettoni o per le ciofeche ci stava. Probabilmente si è preferito mantenere una linea promozionale perché ogni libro è collegato direttamente allo store di Feltrinelli? Chissà. In opgni caso, funziona così: per ogni categoria è possibile scegliere uno dei libri già selezionati da Feltrinelli oppure, tramite una ricerca, inserire i propri titoli.

L’esperienza delle Affinità elettive si conclude con il calcolo delle percentuali di affinità con i propri amici Facebook o con i follower di Twitter. È davvero semplice e immediato, come queste cose devono essere.

In conclusione, Le affinità elettive è un giochino innocuo e simpatico, penalizzato da una scelta di fondo eccessivamente improntata su quel “carino” che tanto va di moda nei social network tra i sedicenti amanti di libri — le foto delle librerie carine; la frase carina sui libri e il caffè; le citazioni carine su quanto è carino leggere — così impegnati a sbrodolarsi addosso sul piacere della lettura da dimenticarsi di dirci qualcosa sui libri che hanno effettivamente letto.