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La regina delle nevi di Michael Cunningham uscirà a giugno

snowqueenPensavamo di dover aspettare le calende greche per vedere l’edizione italiana di The snow queen. Invece no. Bompiani pubblicherà La regina delle nevi il mese prossimo, se Dio vuole.

Ambientato nella New York del 2004, La regina delle nevi ha come protagonisti due fratelli. Tyler Meeks, il maggiore, è un musicista di 43 anni, fidanzato con Beth, malata di cancro al fegato. Il minore, Barrett, dopo una gloriosa carriera accademica, fa il commesso nel negozio di Liz, amica di Beth. Una sera, Barrett vede nel cielo sopra Central Park un bagliore azzurrino e ha un’esperienza mistica. Nonostante abbia abbandonato la religione cattolica da anni e non sia per niente un tipo spirituale, Barrett vuole capire il significato di quella luce.

Cosa sembra che ci sia di buono e protocunninghamiano?

  • due fratelli protagonisti;
  • nucleo familiare non canonico;
  • personaggi quarantenni/cinquantenni (quindi pieni di ricordi e rimpianti);
  • New York e la scena liberal e progressista;
  • gay e storie gay finite male;
  • Beth malata terminale;
  • ambientazione nel passato.

Cosa sembra che ci sia di non buono e tardocunninghamiano?

  • cocaina;
  • religione, misticismo e momenti paranormali o da “Mistero” con Daniele Bossari (QUESTO LASCIA PRESAGIRE NOIA E RIDICOLO INVOLONTARIO);

Negli Stati Uniti, La regina delle nevi è uscito la settimana scorsa, e le critiche sono piuttosto positive, soprattutto sul fronte dello stile, anche se non mancano quelle negative, come questa, e questa. In ogni caso, potete farvi da soli un’idea leggendo le prime pagine del libro, sfogliandolo qua sotto:

Un documentario su Gore Vidal sta per uscire nelle sale statunitensi

sidebar-journalists-leftDopo aver fatto tappa in tutti i festival cinematografici del pianeta Terra, Milano compresa, The united states of amnesia verrà ufficialmente distribuito nelle sale americane alla fine di maggio.

Il film, presentato al Tribeca un milione di anni fa, raccoglie gli interventi televisivi del mitologico Gore Vidal, autore di libri stracult come La statua di sale e Myra Breckinridge, e sceneggiatore di capolavori totali come Ben Hur e Improvvisamente l’estate scorsa.

Il documentario, diretto da Nicholas D. Wrathall, si concentra sulla vivace attività politica di Vidal. Liberale convinto, Gore Vidal si è sempre impegnato in politica, senza mai essere eletto. The united states of amnesia, oltre alle apparizioni televisive, include foto della sua raccolta personale e filmati degli anni precedenti alla scomparsa, avvenuta nel 2012. Il film non rappresenta solo un modo per apprezzare la visione pungente e appassionata di Gore Vidal sulla politica, la vita e l’arte, ma è anche un fantastico compendio di cinquant’anni di storia americana. Questo è il trailer — si vede anche Villa Rondinaia, la casa di Ravello in cui ha vissuto Gore Vidal:

La più antica libreria gay degli Stati Uniti chiude i battenti

GiovanniDopo un lungo periodo in perdita, Ed Hermance, il libraio che gestisce la Giovanni’s Room, ha deciso di cessare la propria attività.

Aperta la bellezza di quarantuno anni fa — il Neolitico dei diritti gay — a Philadelphia, la Giovanni’s Room pare seguire lo stesso destino di tutte le librerie tradizionali generaliste, incapaci di reggere la concorrenza di Internet. Ed Hermance ha pochi dubbi: la colpa è di quei cattivoni di Amazon. Effettivamente non fatichiamo a dargli ragione: Amazon è stupendo per spendere soldi. In ogni caso, possiamo solo immaginare cosa rappresenti Giovanni’s Room per la comunità gay locale e la tristezza che questa notizia suscita — vi ricordate quando ha chiuso la storica Babele a Milano?

Il libraio ha dichiarato di aver cercato un nuovo proprietario dall’agosto dell’anno scorso, ma non è riuscito a concludere l’affare e così, dalla fine di maggio, la più antica libreria gay degli Stati Uniti non esisterà più. È ironico il fatto che la libreria abbia preso il nome da uno dei classici della letteratura gay, La stanza di Giovanni di James Baldwin: romanzo magnifico, ma che rimanda a un periodo in gran parte concluso.

Fonte: Time