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Vero amore: arriva in libreria il CAPOLAVORO di Jennifer Lopez

veroamoreSi intitola così, Vero amore, come il primo tentativo di Maria De Filippi di portare in Italia Temptation Island, il libro che la nostra Jenniferona ha pubblicato per descrivere uno dei momenti più critici e intensi della sua vita. In Vero amore, J. Lo ci conduce in un viaggio durato due anni, durante il quale ha dovuto affrontare le più grandi sfide della sua vita, sia come artista che come madre, per sconfiggere le sue paure e diventare, infine, più forte che mai. Insomma, tutti si immaginano che lei sia una diva di ‘sto cazzo, che vive tra gli agi, senza pensieri, e invece no! È anche lei una sfigata come noi, con le paturnie come noi, con i problemi della vita vera come noi.

Tutto ha inizio nel 2011, la nostra Jennifer si trova in mezzo al deserto californiano per un servizio fotografico. Vuoi per il caldo, vuoi per i vapori del profumo, Jennifer Lopez ha un momento di piena consapevolezza: “il mio matrimonio è finito”. Parte da questo momento il viaggio di J-punto-Lo, un lavoro di introspezione che comincia da quando prendeva quel cazzo di treno on the 6, continua con la sua vita da star che non dimentica però le origini umili da grezzona di periferia, e termina con il suo big booty strofinato su Iggy Azalea.

Ovviamente, la parola chiave per capire con quale spirito Jennifer Lopez ha scritto questo libro è:

“CATARTICO”.

L’unica cosa che noi vorremmo sapere è se, in questo doloroso processo di catarsi, Jennifer si è tolta anche QUEL sassolino dalla scarpa.

 

Will ti presento Will di John Green e David Levithan

Per essere un libro scritto a quattro mani, Will ti presento Will è un romanzo abbastanza debole. L’idea di base è questa: due protagonisti, entrambi con lo stesso nome — Will Grayson —, che non si conoscono e vivono esistenze parallele senza conoscersi; ciascun autore segue un personaggio, alternandosi i capitoli. Potrebbe essere una buona idea, se non fosse che non ha nessun senso se non quello di essere uno sterile esercizio di stile. Chi, da questa impostazione, si aspetta infatti una sorta di indagine sul tema dell’identità, è meglio che cerchi altrove. I due Will sono talmente speculari nella piattezza delle proprie fisime adolescenziali che non ci si rende nemmeno conto che sono due personaggi diversi fino al momento dell’incontro tra i due. Non so se è un effetto voluto, ma il risultato è davvero fumoso. Il primo Will Grayson è un liceale confuso e abulico, mentre il secondo è un liceale confuso e depresso. Eh.

wilLA unire i due Will, un terzo personaggio, Tiny, migliore amico del primo Will e fidanzato del secondo. Tiny dovrebbe essere, nelle intenzioni, il vero protagonista del romanzo. Ogni due righe ci viene ricordato quanto è grosso Tiny, quanto è gay Tiny, quanto è favoloso Tiny, quanto sia importante per lui mettere in piedi un musical ispirato alla sua vita — cioè quella di un grosso gay in cerca dell’amore. I due Will sono quindi travolti dall’esuberanza e l’irruenza di Tiny e, fatti i conti con la sua presenza ingombrante, riescono a sciogliere i nodi delle loro vite.

Will ti presento Will è in sostanza un romanzo soffocato da quella melassa tipica delle produzioni americane per ragazzini senza avere però il brio e l’ispirazione delle cose più riuscite. I due Will sono noiosi, quasi antipatici, mentre Tiny è fasullo e zuccheroso; gli altri personaggi sono poco più di manichini con un nome. La trama è annacquata, non c’è tensione e, soprattutto, manca quella vera maturazione dei personaggi necessaria in un romanzo di formazione. Voi direte: ma fa proprio schifo ‘sto Will ti presento Will! No, non fa schifo, anzi, si fa leggere senza difficoltà ma, se non si ha quindici anni, può risultare un romanzo molto vacuo.

Weird:2 Stars (2 / 5)
Queer:3 Stars (3 / 5)
Camp:4 Stars (4 / 5)
Sesso:0 Stars (0 / 5)
Fantasia:0 Stars (0 / 5)
Media:1.8 Stars (1,8 / 5)

Magia canaglia: 4 libri per Halloween

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Con American Horror Story: Coven la magia è tornata molto di moda e, siccome noi siamo delle galline modaiole incapaci di avere un pensiero autonomo, abbiamo deciso di proporre quattro titoli che si adattano molto bene alla tendenza del momento.

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Una storia nerissima in cui la protagonista, una DJ ex tossica, diventa la vittima di una vendetta che ha origine durante la caccia alle streghe di Salem. In alcuni passaggi la storia è davvero inquietante e Rob Zombie è molto bravo quando si tratta di abbondare con i dettagli gore. Le streghe di Salem è un romanzo visionario in cui non c’è spazio per la redenzione, come dimostra un sorprendente finale poco conciliante.

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Nel bosco di Aus è un caso di grave ingiustizia: è un capolavoro ma, con temi metafisici e una protagonista femminile reale e contraddittoria, ovviamente viene schifato da quelli che se ne intendono — e che vogliono solo storie di disagio urbano o quarantenni in crisi d’identità. In realtà in questo romanzo c’è molta verità sullo stato delle cose in Italia, soprattutto per quanto riguarda un certa mentalità. La protagonista è una donna che, per delle stupide ambizioni, si lascia affascinare da una signora considerata molto potente nella cittadina in cui vive; mentre il legame tra le due si fa più forte, il mondo intorno alla protagonista comincia a farsi confuso e, un po’ alla volta, viene inghiottita in una spirale che rischia di farle perdere la famiglia e la sua stessa vita. Lo stile è guizzante e originale, lontanissimo dallo stile scolastico con cui di norma sono scritti i romanzi di genere. Purtroppo l’autrice, Chiara Palazzolo, è venuta a mancare, ed è un vero peccato aver perso una voce così fuori dal coro.

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Un romanzo che si muove come un caleidoscopio stregato, Magia Nera ha indubbiamente un’anima gotica ma può anche essere definito come un romanzo storico e, allo stesso tempo, un romance omoerotico. La storia di Dirk e Thierry, i due stregoni protagonisti della bromance, ci riporta in un’Europa medievale cupissima, e ci parla di potere, di attrazione verso il male e di passione.

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E se un giorno qualcuno pasticciasse con la stregoneria causando l’apocalisse? La risposta è affidata all’originale punto di vista di un vecchio montanaro americano. Nella solitudine della sua casa nei boschi, l’anziano vede il mondo a poco a poco affogare nelle acque di un’ininterrotta pioggia torrenziale. L’alluvione non porta con sé solo distruzione: dal sottosuolo infatti emergono creature mostruose, vermi enormi in grado di inghiottire una stanza intera. Moriremo tutti!

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