Archivi tag: Romance M/M

Tigerland di Sean Kennedy

15841201Non mi piace Caparezza e non ascolto mai le sue canzoni, però mi ricordo bene quella sua canzone in cui ironizzava su tutta una serie di banalità. Nel ritornello, Caparezza ripeteva che il secondo album è sempre il più difficile per un artista. Tigerland non è un album, e questo non è un blog musicale, ma il cliché è comunque valido e, purtroppo, confermato.

Dopo l’entusiasmo per Tigri e Diavoli, mi aspettavo moltissimo dal seguito, Tigerland, appunto. Quello che mi sono ritrovato a leggere è, invece, una forzatura in termini di trama applicata a personaggi ancora simpatici, ma poco evoluti: in breve, il solito seguito un po’ deludente.

La cosa che più mi ha deluso è che nella storia manca il dramma, ma i protagonisti si muovono con estrema drammaticità. Dico io, ma chissene se Greg, l’ex di Declan, approfitta del coming out per dire che Simon è lo stronzo che gli ha portato via il moroso. Ma che dramma è? Neanche nei cessi di un liceo spenderebbero cinque minuti a parlare di una roba del genere. E invece: drammi, fughe, discorsi, dichiarazioni, menate. Boh. E va bene che la gente vede solo quello che vuol vedere, ma non mi sembra nemmeno credibile che nell’ambiente del football australiano ci fossero due queen totali come Greg e Declan e nessuno avesse sospettato niente su di loro fino al coming out.

Alla fine del giro, Greg, così bitchy e imprevedibile, diventa il personaggio più interessante, nonostante sia poco tratteggiato. Declan e Simon, invece, sembrano due rincoglioniti ma, nonostante questo, sono ancora in grado di farmi incollare al libro, ‘ sti maledetti. Forse è questo il punto, il secondo album è il più difficile per un artista, ma se l’artista ancora interessa, non ce n’è: si ascolta e basta.

Puccipucci:3 Stars (3 / 5)
Dramaqueen:5 Stars (5 / 5)
Divismi:4 Stars (4 / 5)
Sesso:1 Stars (1 / 5)
Testosterone:2 Stars (2 / 5)

Il chick-lit gay è realtà: è uscito Mascarado

MascaradoIncredibile ma vero, è arrivato, finalmente!, il giorno della pubblicazione di Mascarado, libro scritto da Runny Magma, che qui su Refusi cura Drag Stories da parecchi mesi ormai.

Per ovvie ragioni non posso dirvi che è un romanzo stupendo perché non sarei credibile, ma io me ne fotto e ve lo dico:

è un romanzo stupendo.

Adesso vi dico anche perché. Quando Runny mi ha proposto di leggere in anteprima Mascarado, me l’aveva presentato come un romance M/M però impostato su una chiave realistica — a me piace molto il genere ma, effettivamente, devo dire che spesso trame e personaggi sono più che finzione, a volte sono proprio una serie di fantasie sfrenate ed è giusto che sia così.

Quello che mi è capitato tra le mani, però, non era un romance M/M. Mascarado è un chick-lit gay: è divertente, romantico, spudorato, frizzante. L’ambientazione, per una volta, non è anglo-sassone: sullo sfondo troviamo, infatti, la provincia italiana, con le aspettative da non deludere, il mito della celebrità, quella maschera di conformismo che, a volte, può diventare davvero soffocante.

Voi direte: bella forza, mica ne puoi parlare male. Vero, al di là del rapporto con Runny, ho fatto da correttore di bozze e ho scelto la tonalità della copertina, per cui manco morto potrei dire qualcosa di negativo; però c’è da dire una cosa: non è lungo, lo potete comprare su Amazon, è un ebook e costa quanto una pipa di tabacco.

Non toccarmi, non ti sento: Aaron di JP Barnaby

Devo ringraziare JP Barnaby, l’autrice di Aaron, perché ho scoperto di avere dei limiti. Pensavo, infatti, di avere un debole per i romance M/M iper-drammatici ma, mi dispiace ammetterlo, non è proprio così.

81ZMUQz41BL._SL1350_Aaron è, essenzialmente, la storia della lenta guarigione di un ragazzo traumatizzato — una sera, mentre era fuori con un’amica, è stato rapito, torturato e violentato, mentre l’amica è stata uccisa. I ricordi di quella notte di violenza gli causano attacchi di panico e veri e propri blackout. In sostanza, non riesce a tornare ad una vita normale, perché anche il minimo contatto con un’altra persona lo manda fuori di testa. Le cose per lui cambiano quando, complice un lavoro di coppia per un corso universitario, ad Aaron viene assegnato come compagno Spencer, un ragazzo sordo.

La cosa che meno mi è piaciuta è l’approccio didascalico dell’autrice: quasi mezzo libro per descrivere i problemi mentali e relazionali di questo ragazzo. Era proprio necessario ripetere per duecento volte che Aaron ha questi ricordi tremendi, che impazzisce anche se sente una mosca volare e che è depresso? Davvero? Io penso che tre paginette fossero più che sufficienti per descrivere lo stato di salute del personaggio. Poi non ho capito perché, in mezzo a questa specie di infinita cartella clinica, ci sia una scena che sembra tratta da un porno degli anni ’70: dovrebbe essere una scena utile per presentare il personaggio di Spencer, ma l’effetto è involontariamente comico e assurdo rispetto all’atmosfera cupa e disperata del libro — plin plon, chi è? Il ragazzo delle consegne! Ok, scopiamo. Mh.

La seconda parte del libro, in cui si sviluppa il rapporto tra Aaron e Spencer, è decisamente più riuscita, ma grava anche qui questo approccio medico, psichiatrico, che toglie freschezza e spontaneità al racconto. Insomma, sarà che ho ancora nella testa Colpa delle stelle — altra storia di ragazzi non proprio in formissima — ma in Aaron manca proprio un tocco di ironia, di leggerezza, di gioventù. Anche la traduzione non aiuta: mi è sembrata un po’ frettolosa e, a tratti, sembra sia stata mantenuta la sintassi inglese originale.

Per carità, non voglio buttare il bambino con l’acqua sporca, ci sono anche delle note positive: ho apprezzato molto l’idea di imbastire un romance diverso dal solito, pur nel rigore del genere. Ho trovato Spencer, il ragazzo sordo, un bel personaggio, ben riuscito, e un ottimo rappresentante di quella comunità. Nonostante i difetti, insomma, resta una lettura interessante proprio in virtù della sua impostazione quasi saggistica.

Weird:1 Stars (1 / 5)
Queer:3 Stars (3 / 5)
Camp:1 Stars (1 / 5)
Sesso:2 Stars (2 / 5)
Fantasia:2 Stars (2 / 5)

Mollo tutto e vado ad allevare pecore in Australia: Ereditare il cielo di Ariel Tachna

Ereditare il cieloNon so se sia una percezione solo mia, ma mi pare che negli ultimi anni il mollo-tutto-e-vado-in-Australia abbia subìto un’impennata. Sarà che è dall’altro capo del mondo, sarà che sembra ancora un territorio inesplorato, ma la terra di Kylie Minogue sembra scatenare illimitate fantasie di avventura.

L’avventura di Caine, il protagonista di Ereditare il cielo, in realtà non è una faccenda veramente rischiosa. Lo spunto, non molto originale, da cui parte la storia è, infatti, un’eredità inaspettata da uno zio misterioso. Caine eredita Lang Downs, un allevamento di pecore nel Nuovo Galles del Sud, e, mal che vada, sa che può tornare nella sua città degli Stati Uniti, dove ha abbandonato un lavoro poco soddisfacente e una relazione fallita.

Caine però è molto determinato a diventare un allevatore, nonostante questo preveda un cambiamento radicale nel suo stile di vita. Gli allevamenti australiani, infatti, non sono delle belle cascine, ma sono dei veri e propri microcosmi, in cui vivono comunità di lavoratori isolati dal resto della civiltà, in appezzamenti che hanno le dimensioni di una provincia media italiana — quello che i puristi della lingua chiamerebbero “culonia”, insomma. Arrivato in culonia, Caine si affida a Macklin, il sovrintendente dell’allevamento — una specie di manager — per imparare il nuovo lavoro e diventare il capo perfetto di una fattoria. Oltre alle difficoltà delle mansioni, la vera impresa è riuscire a far cambiare opinione agli abitanti di Lang Downs, convinti che Caine sia solo un turista che si stuferà presto delle pecore e dell’isolamento per poi mandare tutti a quel paese e vendere baracca e burattini. Anche il fatto che sia gay non aiuta, diciamo.

A partire dall’insistenza fastidiosa con cui il protagonista ricorda a chiunque che lui sta facendo sul serio, ho trovato Ereditare il cielo un romance poco equilibrato. Sembra, infatti, che l’autrice si sia molto concentrata sull’ambientazione, che è fantastica ed è il vero punto di forza della storia, ma che abbia gestito alcuni aspetti della storia in maniera sbrigativa, o con troppa superficialità. Un gran peccato, perché il contesto dell’outback australiano è molto efficace e offre spunti molto interessanti, sia sul versante romantico — è possibile trovare l’amore in un ambiente tanto chiuso e isolato? — sia erotico — questi allevatori, costretti a ripararsi dalle intemperie in capanni persi in mezzo al nulla, che faranno mai? — sia sociologico — come può un ragazzo di città, uno straniero, integrarsi all’interno di una comunità compatta — sia psicologico — è possibile resistere a un cambiamento di stile di vita tanto repentino e radicale? Purtroppo solo l’aspetto romantico-erotico è ben sviluppato, e la storia ne risente, perché manca un vero nemico, manca una reale sofferenza che faccia provare empatia per il protagonista. Insomma, fossi stato io l’autore, avrei fatto patire a Caine le pene dell’inferno. Sei partito per l’Australia a fare l’allevatore? E adesso sono cazzi tuoi. Invece questo Caine sembra nato con la camicia e, alla fine del giro, la sfanga sempre. Al di là di questi aspetti di debolezza, Ereditare il cielo è senza dubbio un bel romance di evasione vera, ma non nel senso di svago: è una fuga verso una realtà sconosciuta, avventurosa e romanzesca.

Weird:2 Stars (2 / 5)
Queer:4 Stars (4 / 5)
Camp:3 Stars (3 / 5)
Sesso:4 Stars (4 / 5)
Fantasia:2 Stars (2 / 5)

Tigri e diavoli di Sean Kennedy

tigersdevilsitlgWOW. Lo dico subito forte e chiaro: TIGRI E DIAVOLI È UN ROMANZO STUPENDO. In sostanza, il libro, ambientato a Melbourne, parla dell’inizio della relazione tra Simon, giovane direttore di un festival cinematografico, e Declan, stella del football australiano. Simon è uno a cui piace fare il cinico e il disilluso, uno che bazzica l’ambiente dei cosiddetti alternativi — si usa ancora questa espressione? —  degli artisti e degli intellettuali; Declan, con la sua disciplina da atleta e la cordialità di chi fa sport di squadra, è perennemente al centro dell’attenzione, tra l’adulazione perpetua dei fan e l’immagine stereotipata di virilità che è costretto a rappresentare. La professione di Declan, quindi, pone alla loro storia non pochi problemi, tra i quali il più pressante è la mancanza totale di una dimensione pubblica. Il football australiano è il corrispettivo del nostro calcio: uno sport per uomini, in cui non sono ammesse né sfumature né eccezioni allo schema del maschio alfa eterosessuale. Non è solo Declan, però, a complicare il rapporto: anche Simon, con il suo carattere introverso e spigoloso, crea non pochi problemi.

Allora, i motivi per cui questo libro mi è piaciuto da pazzi sono diversi. La cosa più bella di Tigri e diavoli è che, quando sembra che la storia sia ormai conclusa, frega tutti e ricomincia in maniera ancora più avvincente. Stupire il lettore in questo modo penso che sia una delle cose più belle nei romanzi e succede, purtroppo, pochissime volte. Altro elemento fondamentale è la credibilità; ho notato che spesso i romance M/M hanno la tendenza a esagerare le situazioni e i sentimenti: a me piace leggere storie sopra le righe, ma penso che la cosa abbia, a volte, un prezzo: i protagonisti possono sembrare, infatti, poco convincenti, delle figurine bidimensionali. Nel caso di Tigri e diavoli, la storia è raccontata in maniera così delicata e onesta, che il lettore non può che simpatizzare con tutti i protagonisti della storia, ognuno a suo modo umano, sfaccettato, con i suoi pregi, i suoi difetti e i suoi scazzi. Infine, ho trovato l’ambientazione australiana un’idea fresca, che si riflette anche nel tono con cui è raccontata la vicenda, intrisa di una garbata tenerezza e anche di un umorismo acuto e sottile.

Insomma, Tigri e diavoli ha parecchi elementi positivi, tutti molto ben calibrati. Volendo, potrei aggiungere che il libro affronta anche temi importanti come l’omosessualità nello sport e l’ingerenza dei mass media nel nome del diritto di cronaca, come fanno i giornalisti e i blogger quando vogliono darsi un tono, ma, davvero, chi se ne frega? È un romanzo bellissimo con dei protagonisti che si fanno voler bene dopo poche pagine, e questa è la cosa più importante. E la cosa più bella è che Simon, Declan e i loro amici torneranno nel corso del 2015 nel seguito di Tigri e diavoli. Non vedo l’ora.

Weird:3 Stars (3 / 5)
Queer:5 Stars (5 / 5)
Camp:3 Stars (3 / 5)
Sesso:2 Stars (2 / 5)
Fantasia:4 Stars (4 / 5)