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Tutti amano un criptogay alcolizzato: Feltrinelli pubblica le lettere di Cheever

La prima volta che ho sentito parlare di John Cheever è stato quando ho scoperto Un uomo a nudo, film di Frank Perry, regista del mio cuore — ha girato anche I brevi giorni selvaggi, uno dei miei film preferiti, e, soprattutto, MAMMINA CARA. Un uomo a nudo — il titolo originale è The swimmer — ha come protagonista un Burt Lancaster totally DILF che decide di tornare a casa nuotando nelle piscine dei suoi vicini — Burt Lancaster per tutto il film è in costume da bagno, anzi, ad un certo punto, a casa di amici nudisti, se lo toglie pure. È quel genere di film New Hollywood che i produttori, probabilmente sotto l’effetto di droghe allucinogene, facevano senza preoccuparsi della totale assurdità della trama. Il film è un capolavoro, una gigantesca metafora della vita, ed è tratto da un racconto di Cheever, che tra l’altro compare anche nel film. Questo è il trailer:

5964902_335125Il Cechov dei sobborghi e ispiratore delle atmosfere di Mad Men John Cheever è uno degli autori americani più apprezzati di tutti i tempi. Ma se la vita professionale è stata costellata da successi e riconoscimenti, quella privata è stata, invece, un bel DRAMA; proprio per questo motivo, merita grande attenzione la pubblicazione delle sue Lettere, in cui sono presenti tanti elementi a noi cari.

La vita di Cheever è stata segnata dal terrore di essere gay, da un rapporto conflittuale con il padre, da un matrimonio corroso dai tradimenti, dal disprezzo verso di sé e il proprio talento, dall’alcolismo. Una vita fantastica, in termini drammatici, che meriterebbe un biopic al più presto. Per il momento dobbiamo accontentarci di questa favolosa raccolta pubblicata da Feltrinelli in cui l’autore stesso si racconta senza schermi — se in vita avesse saputo che il suo carteggio privato sarebbe diventato di dominio pubblico probabilmente si sarebbe ammazzato.

 

 

 

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